Il 3 aprile 2003, presso l'università “La Sapienza” di Roma, è stata organizzata una giornata contro la vivisezione, durante la quale nella mattinata si è svolto un presidio davanti l'Istituto di Anatomia Umana e nel pomeriggio un incontro dibattito presso l'aula 2 occupata della facoltà di lettere.

Il presidio davanti l'Istituto di Anatomia Umana era stato indetto, in collegamento della campagna Chiudere Morini, perché all'interno dell'Istituto sotto la responsabilità del Dott. Tindaro Renda, che è anche il direttore di tale istituto, è in corso un esperimento che prevede la soppressione di 30 cavie, 30 topi e 30 ratti provenienti dall'allevamento Morini.

Il presidio, iniziato intorno alle 11.00, ha visto, nel corso della mattinata, la partecipazione di oltre 50 persone, con una mostra sull'argomento, volantinaggi e megafonaggi davanti ai cancelli e nelle vie limitrofe. Tra i vari volantini uno in particolare rendeva pubblica la lista dei nomi di chi all'interno dell'Università pratica la vivisezione. Durante il presidio il Dott. Tindaro Renda, per vie traverse, faceva arrivare notizia della sua disponibilità a ricevere una eventuale delegazione nel suo ufficio, noi, contrari a qualsiasi forma di delega, abbiamo, tramite megafono, rifiutato il suo invito suggerendogli di scendere se aveva tanta voglia di incontrare i manifestanti: ovviamente non è accaduto.

Il confronto con gli studenti, nel quale i partecipanti si sono spontaneamente intrattenuti animando le varie discussioni, si è invece protratto fino alle ore 14.00, quando si è concluso il presidio per avviarsi alla facoltà di lettere per l'incontro programmato. Anche all'incontro hanno partecipato oltre 50 persone, la composizione dei partecipanti ai due momenti della giornata era alquanto diversa e si può dire che circa 100 persone hanno partecipato in vario modo a tutta l'iniziativa. L'incontro è iniziato con un nostro intervento di presentazione nel quale si sono esposti il modo che abbiamo di vedere la lotta di liberazione animale e la motivazione di tale iniziativa, in seguito ci sono stati interventi su attuali metodi di lotta con alla base l'azione diretta per mettere sotto pressione determinate situazioni e in special modo ci sono stati aggiornamenti sulle campagne SHAC e Chiudere Morini.

Un altro intervento ha riguardato l'obiezione di coscienza alla vivisezione all'interno delle università ribadendo l'inutilità delle leggi e la necessità di un coinvolgimento diretto per eliminare la vivisezione, e non solo. Sono seguiti, sul finire del dibattito, spunti di riflessione sul potere che l'umano esercita sugli altri animali in vari modi, tra cui la forma tutelare: la stessa imposta dallo stato al “cittadino”.

Portare la campagna Chiudere Morini al di fuori dello specifico di San Polo D'Enza andando a far pressione ad un cliente dell'allevamento lo vediamo come un passaggio da riprodurre dove è possibile.Una discussione all'università è stato un riaffermare la lotta alla logica del potere che reclude, tortura e uccide, proprio all'interno di quei settori di “cultura e scienza ufficiale”, non dimenticando che sono il luogo in cui vengono forgiati i ricercatori e i dirigenti di domani e che l'unico cambiamento possibile sta nella loro distruzione.

ANIMALI RIBELLI

Per contatti animaliribelli@yahoo.it