Un lavoro gratificante

Resoconto di 5 giorni di presidi

Dalle 8.00 di mattina di lunedì 6 alle 20.00 di venerdì 10 ottobre alcuni attivisti hanno presidiato l'allevamento Morini. I dipendenti non contenti di vederci hanno studiato l'orario delle entrate e delle uscite per cercare di non incontrarci, e qualcuno ha deciso di rimanere a spazzare e a ricevere insulti telefonici anche oltre le classiche otto ore, non uscendo per la pausa pranzo e prolungando l'agonia a 10/12 ore di presenza sul posto di lavoro.

Chi fino a poco tempo fa si faceva fotografare da alcuni giornalisti con il sorriso stampato sul volto, evidentemente rimpiangendo i giorni di tranquillità, ora fa la spesa sabato pomeriggio per non dover uscire di casa tutta la settimana, telefona ai carabinieri se vede qualche persona vicina alle reti del suo allevamento o anche se alla sera sporgendosi non vede una camionetta con persone pronte a difendere lei e la sua ditta. E la signora Soprani conosce bene questo stile di vita a causa dell'attività che si ostina a tenere aperta. Di fornitori non si vede traccia, di clienti ne sono arrivati purtroppo due che ingenuamente hanno aiutato economicamente la ditta comprando due cani. Se prima che entrassero non siamo riusciti a farli desistere, però siamo riusciti poi a parlarci e a fargli capire l'errore fatto. Entrambi hanno detto che non faranno alcuna pubblicità all'allevamento e ci hanno dato i poster pubblicitari che la Soprani gli ha donato, che invece di essere esposti in qualche ufficio sono stati usati per accendere il nostro caminetto.

Da notare la meschinità di Giovanna, capace di dire ai suoi acquirenti di beagle che non li vende più ai laboratori, giocando sulla loro buona fede e tenendo nascosto che centinaia di roditori vengono da lei ancora spediti verso la morte e che non vede l'ora che gli torni la licenza anche per i cani. Come ci disse un dipendente “ormai questa ditta è in declino e destinata a chiudere”, ora tocca a tutti noi darle il colpo finale.