La protesta di venerdì 26
presso la sede nazionale di Arco spedizioni a Monza è stata
sicuramente incisiva e fastidiosa. Non solo il rumore assordante
è stato continuo da parte dei 40 manifestanti, ma anche
centinaia e centinaia di volantini sono stati distribuiti ai
passanti incuriositi. Essendo Arco su uno svincolo di grande
traffico migliaia di persone
hanno saputo che questa azienda non si fa alcuno scrupolo a
lucrare con la vivisezione.
Anche i dipendenti di Arco sono stati informati di ciò che
avviene nei laboratori e di cosa sia Morini, e alcuni di loro
hanno preso volantini da distribuire ai colleghi.
Il presidio è stato tenuto fisso davanti al cancello principale,
ma non disdegnando camminate informative e rumorose verso le
altre entrate a cui venivano dirottati i camion. E sotto le
finestre degli uffici. Non un attimo di pace è stato lasciato in
tutto il pomeriggio. Un manifestante è riuscito ad oltrepassare
il cancello d'entrata e a parlare pochi secondi con il megafono
nel piazzale della ditta poi è stato spintonato e preso a calci
dalle solite forze dell'ordine.
Infine un delegato di Arco ha raggiunto i manifestanti per cercare di spiegare le loro ragioni. Cominciando con evidenti balle, tipo che alcuni dipendenti di Arco rimarrebbero senza lavoro senza trasporti per Morini, dicendo poi perfino che gli animali nei laboratori morirebbero se loro non trasportassero il cibo, è arrivato poi a frasi più sensate. Parrebbe che il loro contratto con Morini li leghi fino al 31 dicembre, e che non ci sia comunque volontà di rinnovarlo. Noi però, come gli animali che ancora rischiano di essere mandati da Morini ai laboratori, non abbiamo pazienza: o viene reciso il contratto subito o le nostre proteste continueranno!