LE PROTESTE NON SI FERMANO - TRE GIORNI DAVANTI A MORINI, ED IL CLIMA SI SCALDA

Domenica 13 il presidio davanti a Morini è stato silenzioso, ma comunque ben visibile, per rendere nota ancora di più la presenza di un lager per animali a San Polo. E nelle ore di maggior traffico sono sempre di più le persone che si fermano, che prendono i volantini e suonano il clacson contro la vivisezione. E sempre di meno quei poveretti con così poche argomentazioni da saper dire solo "andate a lavorare" (anche la domenica).

In serata alcuni manifestanti sono stati identificati mentre gridavano slogans in prossimità dell'abitazione della Soprani, che ha chiamato i protettori in divisa appena ha sentito delle voci nella strada attraverso le sue tapparelle completamente abbassate.

UNA STRADA PERICOLOSA..
Lunedì 14 il presidio è andato avanti tutta la giornata, e i manifestanti hanno avuto il piacere di incrociare più volte Marta e Rita Morini e Giovanna sulla Sopranimobile.
All'uscita mattiniera Giovanna, tra le urla e l'assordante rumore dei megafoni, ha detto ai carabinieri che la proteggevano "torno verso le una". Probabilmente sperava di garantirsi un rientro tranquillo. la prossima volta sussurraglielo nell'orecchio! L'accoglienza per il suo rientro alle una quasi in punto è stata calorosa, e l'incontro molto ravvicinato, specialmente per un manifestante che Giovanna ha cercato deliberatamente di mettere sotto sterzando e avanzando verso di lui stringendolo al muretto.

Da segnalare inoltre l'uscita pomeridiana di Giovanna, quando chi manifestava a lato della sua auto ha avuto l'onore di vedersi arrivare a pochi centimetri la macchina dei carabinieri, un po' troppo nervosetti. Andata Giovanna e tornata la calma dagli uomini in divisa sono uscite cordiali frasi tipo "prima o poi qualcuno di voi viene messo sotto se continuate a stare davanti alle auto, e poi ridiamo noi" ( peccato che stando a lato sia difficile essere messi sotto), e poi quella che è stata votata come frase del giorno: "Io fossi stato il mio collega non avrei frenato e ti avrei arrotato".

Se aggiungiamo che un camion, entrato per scaricare crusca, durante l'uscita ha cercato di investire una manifestante e che anche i dipendenti dell'allevamento sembrano avere problemi ai freni, via S. Giovanni Bosco viene votata come strada pericolosa dell'anno, con l'aiuto indispensabile delle forze dell'ordine.
Forse il comune invece di mettere divieti di sosta e lampioni dovrebbe distribuire pastiglie per i freni e per i nervi!

IL CLIMA SI SCALDA
La giornata di martedì 15 è cominciata con una decina di manifestanti davanti al cancello del allevamento, pronti a ricordare con i megafoni le ragioni della
campagna e la determinazione a continuare. Solerti arrivano i carabinieri ad allontanarli, un paio di loro ancora troppo nervosi dal giorno precedente.

Diventano sempre più evidenti inoltre da parte dei carabinieri del paese le mosse di provocazione, intimidazione ed isolamento verso chi partecipa alla campagna per Chiudere Morini. Non solo ci sono le solite minacce e le provocazioni, a cui a noi non interessa assolutamente rispondere e su cui ci facciamo solo delle risate, ma si cerca di intimorire chiunque in qualche modo si avvicini per esprimere solidarietà ai manifestanti. Chi si ferma per offrire qualcosa, gesto importante che non è la prima volta che si verifica, viene ora schedato e intimorito da marescialli e appuntati, chi accosta per chiedere aiuto per dei gatti in cerca di casa viene cacciato in malo modo picchiandogli sull'auto perché "ostacola il traffico" in prossimità del nuovo scintillante cartello di Ghielmi che vieta la sosta e la fermata. Complimenti, fate proprio una bella figura di merda! Come se non bastasse adesso nel territorio di San Polo è vietato attaccare striscioni ai pali pubblici, e chi finora non ha fatto storie per gli triscioni sulla cancellata del suo giardino è stato invaso in casa dai carabinieri e costretto suo malgrado ad uscire per dirci di toglierli. Il clima che vogliono creare è quello dell'isolamento, ma bastassero queste bieche mosse a fermarci.

Comunque il presidio è andato avanti tutta la giornata, salutando ingresso e uscita dei dipendenti e Giovanna e Marta un paio di volte.
Da segnalare come andandosene Giovanna volesse uscire di macchina borbottando "non ne posso più" e sia stata rinchiusa e spedita via dai carabinieri. Invece al suo
rientro i due carabinieri presenti non sono riusciti a fermarla, ed è uscita, evidentemente agitata. Quando i manifestanti sono stati accompagnati più lontano dall'auto dalla Digos è risultato udibile l'urlo isterico di Giovanna ai due carabinieri rimastigli vicini "NON NE POSSO PIU', E' UN ANNO CHE VA AVANTI COSI'!!!", intrattenendosi con le forze dell'ordine architettando loschi piani repressivi.

Noi continueremo le nostre proteste sempre e comunque fino a che l'allevamento Morini non chiuderà i battenti. Niente potrà fermarci. Se i nervi stanno saltando c'è un rimedio molto semplice per tutti voi: CHIUDETE!