DUE GIORNATE CALDE

Round primo:
Sotto un sole bollente mercoledì 2 luglio, dopo il rinvio del processo a Davide, i manifestanti si sono mossi verso l'allevamento Morini.
Già all'arrivo alcuni di questi su un furgone hanno potuto notare Giovanna che usciva con la sua auto da via S. Giovanni Bosco e l'hanno bloccata, chiedendole
come mai non si fosse presentata al processo. Questo è stato il primo cordiale e breve incontro di una giornata che ci avrebbe visti incrociare più volte.
Giovanna infatti ha ricevuto un caloroso saluto al suo rientro un'ora dopo, ma ha voluto ostentare tranquillità, scendendo perfino di macchina (quando
però era già in mezzo a venti poliziotti..). Non ci facciamo certo prendere in giro da queste mosse teatrali. Infatti quando alcune ore dopo per uscire
dall'allevamento è rimontata in sella alla sua poderosa Citroen, sicuramente ricordo del caro Stefano, non c'era traccia di tranquillità nel suo viso. Circondata da 40 persone urlanti, contenute a malapena da due cordoni di sbirri, con alcune che bloccavano l'auto, altre spintonate o che si gettavano a terra pur di non farla passare, e perfino rincorsa da due manifestanti per decine di metri che urlavano a fianco dell'auto. una uscita trionfale, non c'è che dire.

Stesso clima ha accompagnato l'uscita di un camion dalla ditta Morini (presumibilmente di Traini e Torresi in quanto identico al loro mezzo visto nell'allevamento). Anche qui cordone poliziesco, spinte e perfino calci a chi cercava di fermare ilcamion. All'autista forse sorgerà qualche dubbio sulla tranquillità garantita da un cliente come Morini. Andato il camion la calma è stata breve in quanto come per magia una decina di manifestanti si sono materializzati davanti al cancello dell'allevamento,
dietro ai cordoni polizieschi, e si sono fatti ben sentire dalla famiglia e dai dipendenti. Tra spintoni e le ormai consuete minacce nemmeno velate sono stati riportati indietro.

Il presidio è stato tenuto davanti all'allevamento con i soliti volantinaggi e gli slogans fino alle 20.00. Nell'arco della giornata sono stati anche salutati rumorosamente i dipendenti in entrata e in uscita dall'amato posto di lavoro.

Round secondo:
La mattinata di giovedì è scorsa piuttosto placidamente, a parte i soliti facinorosi in divisa. Una decina di manifestanti al primo accenno di
avvicinamento verso l'allevamento per farsi sentire con i tamburi e i megafoni sono stati colti da alcune delle frasi consuete per i carabinieri della zona,
tipo "se fossi mio figlio ti taglierei la gola" e amenità varie. Prendiamole come un tangibile segno di cedimento da parte di chi non per sua volontà e senza
soddisfazione deve passare giornate intere davanti a Morini. D'altronde ognuno si trova a fare quello che si merita.

La spasmodica attesa per un amichevole saluto dei soliti dipendenti in uscita pranzo è stata vana. infatti avevano preso una mattinata di libertà.
Cristina e Daniele sono stati incontrati al mercato di S. Polo e una chiacchierata con loro da parte di due attivisti è stata molto interessante. Entrambi di fronte alla domanda "perché non cambiate lavoro?" hanno risposto che in realtà ci stanno pensando e Daniele ha aggiunto in mezzo ad uno dei suoi soliti discorsi da compagno-umanitario-ecologista-amante degli animali-frequentatore di centri sociali che "tra l'altro la Soprani è una fascistona", tra gli annuimenti di Cristina. Come già ti abbiamo detto più volte non ci incanti con la tua logica del cambiamento dall'interno, e del tuo trattar bene i cani dentro l'allevamento, per noi rimani comunque complice di
assassini. E soprattutto ci fa ridere che sbotti dicendo che non cerchi lavoro tramite le agenzie interinali perché sei contro le multinazionali quando tra i clienti di Morini figurano alcune delle più criminali multinazionali del pianeta, quelle della farmaceutica.

Da segnalare l'arrivo di un furgone grigio di una autofficina Citroen della zona i cui autisti erano venuti a portare via la Sopranimobile, che già dal giorno prima aveva lasciato evidenti chiazze d'olio in strada. Ripartela bene, ci raccomandiamo. La mattinata si è conclusa con il benvenuto all'atteso arrivo di Cristina e di altri dipendenti per il turno pomeridiano e salutando poi lo spropositato dispiegamento di forze in divisa (30 contro 10).

Round terzo:
Questo round si è svolto fuori dalla ristretta cerchia di S.Polo. Nel pomeriggio la protesta si è spostata fino a Parma per chiarire la situazione in merito a
Traini e Torresi. Approfittando dell'apertura del cancello per far entrare un camion un pugno di attivisti è entrato nel piazzale aprendo uno striscione e spiegando con un
megafono le ragioni della protesta contro questa ditta di trasporti, a suo modo implicata nell'allevamento Morini e nella vivisezione. Il dialogo scaturito con i lavoratori e con i gestori della ditta di trasporti parmense che funge da filiale per molti nomi, e tra questi per Traini e Torresi, è stato come ci si poteva aspettare: loro declinano ogni
responsabilità, dicendo di obbedire solo ad ordini provenienti dalla sede nazionale di Traini e Torresi. Come se chi esegue possa lavarsene le mani. Si sono inoltre difesi dicendo che non trasportano animali ma solo due trasporti di segatura al mese. Ma per noi non fa differenza se trasportate animali, mangimi o segatura, perché sappiamo che comunque queste cose sono destinate ai laboratori di vivisezione (tra questi clienti il laboratorio di Istologia dell'Università di Padova) e ad arricchire
la ditta Morini. E tanto ci basta. Tra l'altro ci sono state lamentele per le numerose telefonate che ricevono, lamentele che hanno inoltrato anche alla sede nazionale di T&T, che stanno anche registrando per rintracciare chi le fa dalla propria abitazione.

Le proteste continueranno ininterrotte fintanto che la Traini & Torresi non strapperà il contratto che la lega a Morini.