Venerdì 16 Maggio gli attivisti erano
giunti sul posto fin dalla mattina presto trovando una simpatica
sorpresa presumibilmente regalata dalla famiglia Morini: il
muretto in cui di solito ci sediamo completamente cosparso di
catrame ed una cassa, forse di uno stereo, distrutta.
Probabilmente una minaccia rivolta a chi porta impianti stereo
durante i presidi.
Anche quest'oggi siamo riusciti a raggiungere i cancelli con i
megafoni e questo dimostra che nonostante la zona militare Morini
sia protetta da cancelli, filo spinato, telecamere e persone
armate non c'è ostacolo che possa dare la certezza a chi si
barrica all'interno di una vita sicura e serena. L'azione deve
essere continuata e il più variegata possibile.
A fine giornata, mentre tutti si apprestavano ad andare a casa,
una persona ha raggiunto l'ingresso e dopo essersi attaccata al
campanello ha parlato con la Soprani augurandole buon appetito
sottolineando che gli attivisti non si fermano con un po' di
catrame sopra ad un muretto perchè occorre ben altro. Soprani
Giovanna non ha esitato a dare la colpa ai suoi vicini. Nel
frattempo una delle figlie, che aveva dovuto passare tutto il
pomeriggio all'interno dell'allevamento, sperava di uscire
indisturbata, ma un attivista glielo ha impedito costringendola a
restrare mentre le mandava saluti e baci...
L'ultima raccomandazione alla Soprani è stata quella di mangiare
con calma perchè poi ci avrebbe tolto tutto il divertimento,
questo non prima di aver suonato e risuonato il campanello
d'entrata. Da sottolineare che molte persone ci hanno spiegato
che le poche persone che ancora supportano la famiglia Morini lo
fanno semplicemente per un rapporto economico e non affettivo. A
loro, vendessero cani o bombe atomiche non cambierebbe nulla.
Clienti, fornitori, curiosi e tutti quelli che hanno anche solo pensato di varcare i cancelli della ditta Morini facciano marcia indietro, perchè una volta entrati avranno molti meno amici...