Pochi giorni fa sui quotidiani di Reggio Emilia era riportata una
notizia che parlava di un
probabile "pentimento" (così come definito dalla stampa stessa) di
alcuni manifestanti sotto
processo per ingiuria e minacce ai danni di Giovanna Soprani.
Ciò ha suscitato molte critiche e molte discussioni.
Capiamo il malcontento di chi crede che non ci si possa pentire di
avere preso parte alle proteste
contro l'allevamento Morini, ma pensiamo che sia necessario criticare
in base ai fatti e non alle
speculazioni di giornalisti che non hanno mai perso l'occasione di
screditare la lotta del
Coordinamento Chiudere Morini (ricordiamo che tale Nina Riverberi de
Il Resto del Carlino,
autrice di uno degli articoli citati, è un'amica di Giovanna Soprani
e le ha persino dato in
passato alcune informazioni personali su attivisti che lei riteneva
responsabili della nascita del
Coordinamento!!).
Qui sotto siamo felici di pubblicare uno scritto di alcuni
manifestanti imputati in questo processo,
che spiegano le loro motivazioni pratiche ed etiche, ricordando che
non è stata comunque una
scelta del Coordinamento ma di singoli attivisti che hanno
partecipato ad uno dei tantissimi
presidi davanti all'allevamento e che si sono visti denunciati.
Da parte nostra nessuna scusa, nessun pentimento.
Fino alla fine!
Circa una settimana fa si è conclusa una delle innumerevoli indagini
per ingiuria contro
Giovanna Soprani, che vede coinvolti sette attivisti.
Le accuse sono state ritirate dalla titolare dellŽallevamento in
seguito alla decisione delle 7
persone di inviarle, tramite avvocati una lettera.
Questa è voluta essere una mossa strategica per evitare, nel caso di
una condanna, di dover
risarcire la Soprani, costituitasi parte civile.
Soldi (si tratta di migliaia di euro) che in un momento come questo,
finanziariamente critico
per l'allevamento Morini, sarebbero stati una manna dal cielo.
Ciò che veniva esplicato nella lettera era l'estraneità di aver, in
quel giorno preciso,
pronunciato frasi ingiuriose.
Riteniamo importante sottolineare che
lo scritto non voleva
essere un mezzo per dissociarsi da coloro che chiamano assassina una
persona che, per
lucro, alleva, tortura e manda a morire animali.
Pertanto non si sono volute esprimere delle scuse, in primo luogo in
quanto sarebbe stata
un'ammissione di colpevolezza ma soprattutto perché non ci sentiamo
di dovere delle scuse
a Giovanna Soprani.
Ancora una volta ci fa ridere chi, come la Riverberi, giornalista de
"Il Resto del Carlino", non
vede lŽora di strumentalizzarci, come ha sempre fatto, scrivendo
falsi articoli composti da
confusionari stralci della nostra dichiarazione, nella speranza e
intenzione di restituire a
Soprani e famiglia una serenità che non potranno riavere fino al
momento in cui non
decideranno di chiudere il lager Morini.
Sappiamo benissimo che per turbare il quieto vivere di simili
sfruttatori e assassini di animali
le vie percorribili sono molte, con un po' di fantasia e ingegno la
questione della legalità/illegalità
non ci sfiora.