Beagle a Traversetolo
Un mercato scodinzolante contro Morini

Domenica 18 marzo abbiamo deciso di portare in piazza alcuni beagle salvati dall'orrore della vivisezione, che hanno vissuto l'asetticità delle gabbie di un laboratorio ma sono miracolosamente scampati agli orrori del tavolo operatorio.

Per loro da quando sono stati riscattati è cominciata una nuova vita, piena di affetto e carezze, dove hanno potuto camminare sull'erba, conoscere altri cani e persone degne di averli come compagni.
Dall'inferno delle grinfie di allevatori e vivisettori adesso per loro la vita è un paradiso.

Siamo convinti che niente come il loro sguardo possa convincere le persone sensibili dell'atrocità della vivisezione. E lo abbiamo potuto vedere in pratica ancora una volta.

Il mercato domenicale di Traversetolo è stata la cornice per il nostro Beagle Day. Una cornice che si è rivelata ottima, in cui abbiamo attirato l'attenzione di centinaia di persone che tra una bancherella e l'altra, in un largo spiazzo, si sono trovati di fronte ad una ventina di attivisti con cartelli, striscioni, un banchetto, una mostra fotografica e 4 splendidi cani.
La curiosità ha spinto moltissimi di loro a fare domande e informarsi, a prendere materiale dal banchetto e lasciare offerte per aiutarci a lottare per gli animali rinchiusi dentro Morini.
Ma sono stati più che altro quei 4 cani i protagonisti della giornata. Riempiti di coccole e adorati da moltissime persone, hanno lasciato un segno in ognuna di loro, che si trovava davanti ad una vittima scampata di un olocausto quotidiano che avviene nel più totale silenzio.

Per noi essere a Traversetolo ha una valenza particolare, perchè è il paese più vicino a San Polo d'Enza, la fortezza in cui la famiglia Morini e i suoi complici del Comune e delle forze dell'ordine si sono barricati e non ci fanno entrare. I beagle salvati non possono sfoggiare la loro tenerezza nelle piazze di San Polo, per motivi di ordine pubblico dicono loro. Troppo pericoloso d'altronde mostrare gli occhi di alcuni cagnolini che avrebbero da dire la loro sulle pratiche senza scrupoli di Giovanna, Marta, Rita e Paolo Morini.

A San Polo l'orrore della vivisezione non è ancora finito. E noi continueremo a smascherarlo, fino a che non verrà il momento della chiusura di quel lager intitolato ad un killer di animali.