IL COMUNE DI SAN POLO D'ENZA MANTIENE APERTO L'ALLEVAMENTO MORINI.
Invasi gli uffici del Comune.

Si nascondono sempre dietro montagne di atti amministrativi, lentezza burocratica o delegando ad altri la responsabilità di ciò che succede.
Ma la verità, intollerabile in questo caso, su ciò che succede a San Polo d'Enza emerge a galla.
IL COMUNE DI QUESTA CITTA' MANTIENE APERTO L'ALLEVAMENTO MORINI,
l'azienda ha difatti tutti i requisiti per vedersi togliere la licenza di vendita dei beagle ai laboratori ma la mantiene, trovando come complice un comune menefreghista del rispetto della legge.
Non che sperassimo di trovare in quest'ultime un valido supporto nella lotta alla vivisezione, ma che un' istituzione non faccia rispettare norme che è essa stessa a dettare ci sembra incredibile, uno spettacolino che eviteremmo volentieri di vedere visto che a farne le spese sono le migliaia di animali rinchiusi dentro quel lager.

Lunedì 25 settembre la nostra pazienza è finita, del tutto.
Undici attivisti si sono presentati dentro il comune di San Polo d'Enza, chiedendo di parlare con uno dei responsabili delle atrocità che ancora avvengono in questo paese, decisi a non lasciare l'edificio fino a quando ciò non fosse avvenuto.
Volevamo incontrare difatti il sindaco, Milena Mancini, che nel suo ufficio è solitamente introvabile quando si desidera parlare della questione Morini.
Ma dopo un'ora di attesa circa, passata a fornire documenti alle forze di polizia ed a ricevere promesse di denunce (ahimè... per noi la legge è ancora in vigore), lei ed una sua collaboratrice ci hanno dovuto ricevere.
E nell'incontro che ne è seguito si sono capite molte cose: la ditta di Giovanna Soprani è una grossa patata bollente, difficile da gestire, che enti e istituzioni si passano volentieri fra loro.
La paura che la titolare chieda, tramite ricorso, grosse somme di denaro come risarcimento, frena chiunque a prendere provvedimenti.
Ancora i soldi, soldi e ancora soldi, questi sono i veri motivi per cui muoiono gli animali, sia nei laboratori che negli altri luoghi collegati anche indirettamente alla vivisezione.

Il resto del dialogo ha confermato un arrampicarsi sugli specchi da parte del comune, un tentare di tirare il problema per le lunghe, sperando in una soluzione che arrivi da sé.
Ma che non arriva.
Ci sarebbero nuovi atti di cui non siamo ancora a conoscenza ma che sono pubblicamente reperibili, vedremo.
E quattro anni che aspettiamo, e non con le mani in mano.
Morini deve chiudere e chiuderà.




L'articolo del quotidiano reggiano L'Informazione di oggi 26 settembre

L'Informazione 26.09.06