L'idea della protesta è quella di portare in piazza i testimoni viventi degli orrori della vivisezione: alcuni beagle fortunati, salvati da associazioni ma che hanno vissuto sulla loro pelle l'agonia dei laboratori.
Alcuni di questi beagle sono stati forniti ai vivisettori dall'allevamento Morini.
Guardarli negli occhi costringe a porsi delle domande:
cosa permette a degli esseri umani di torturarli e farli agonizzare fino alla morte?
cosa distingue i nostri animali da compagnia a cui non torceremmo un pelo da questi cani, cosa rende i "cani da laboratorio" inferiori e utilizzabili per qualunque fine?
Quale validità scientifica ha un esperimento su un essere vivente biologicamente, fisiologicamente e biochimicamente diverso dagli umani?
Guardarli negli occhi e pensare a quante centinaia di tristi occhi come i loro sono ancora prigionieri dell'allevamento Morini, in attesa di finire sui tavoli operatori dei laboratori di vivisezione, non può lasciare indifferenti sulla presenza di questo commercio nella provincia di Reggio Emilia.
Un commercio che continua solamente grazie all'appoggio del Comune e del sindaco di San Polo d'Enza, Milena Mancini, che evita di ottemperare agli obblighi che ordinanze comunali da lei firmate le imporrebbero. Nell'ottobre 2004 infatti, quando all'allevamento Morini è stata restituita la licenza per vendere i beagle ai laboratori, il sindaco ha firmato una ordinanza in cui si imponeva una diminuzione del numero dei cani presenti.
Oggi, dopo più di 20 mesi, l'allevamento Morini non ha ancora raggiunto il numero che gli veniva imposto, continuando con un sovraffollamento delle gabbie.
Nonostante i continui appelli da parte della ASL il sindaco Mancini si rifiuta di prendere provvedimenti e non vuole discutere la questione con associazioni per la tutela degli animali.
Riteniamo l'appoggio del sindaco ad una ditta che lavora senza ripettare delle ordinanze comunali e il suo rifiuto di incontrare o parlare con rappresentanti di associazioni animaliste un atteggiamento assolutamente vergognoso e inaccettabile.
Soprattutto se a farne le spese sono centinaia di esseri viventi che continuano a finire nei laboratori.
Per il questore di Reggio Emilia alcuni cagnolini sopravvissuti alla vivisezione e portati in piazza a San Polo d'Enza insieme a dei volantini sono un pericolo.
Per chi vuole contribuire alla fine della vivisezione e degli appoggi occulti che continua ad avere l'appuntamento è semplicemente spostato in città.
Domenica 17 settembre - Ore 15.30
Piazza Prampolini - Reggio Emilia