Ancora una domenica in cui la famiglia Morini-Soprani si è vista costretta a barricarsi in casa, ben protetta da uno stuolo di poliziotti e carabinieri, che per quanti siano non riescono mai a fermare la fantasia e la determinazione di tutti coloro che desiderano la chiusura di questo lager. Un solitario attivista, presente fin dalla mattina sul prato antistante la Morini, ha vuto il piacere di incontrare Marta Morini e marito mentre entravano nell'allevamento. Alle 13.00 circa poi i carabinieri di S. Polo sono accorsi dal solito attivista chidendogli dove fossero "gli altri, quelli che stanno facendo dei danni a casa della Soprani". Evidentemente qualcuno ha anticipato l'orario di visita... ma purtroppo non ne sappiamo di più. Alle 14.00 sono cominciati a raggrupparsi gli attivisti, che alla fine in più di cinquanta hanno fatto il solito trambusto e reso sempre più nota e visibile la presenza di un lager a chiunque passi sulla strada. E il supporto da parte dei passanti è sempre maggiore, con decine di auto che salutano, suonano il clacson o si fermano a chiedere maggiori informazioni. Nel frattempo è stato fatto un volantinaggio alla fiera del paese, ricevendo anche qui un certo supporto e alcune informazioni da parte dei Sanpolesi. Evidentemente non tutti sono schierati con la Soprani come sembra... Ma la sua pace pomeridiana è stata turbata ancor di più quando due attivisti sono spuntati proprio davanti a casa loro passeggiando tranquillamente lungo il fiume sul retro dell'allevamento. Marta ha dato segno di avere i nervi abbastanza turbati, imprecando e correndo alla rete, mentre alcuni carabinieri identificavano i due passeggiatori. Fino alle 19.00 la zona militare Morini è stata presidiata, non disdegnando una escursione da parte di una ventina di persone fino a casa di Marta Morini, dove i vicini si sono dimostrati estremamente sgarbati e piuttosto violenti.