Milano, ancora problemi per l'università
I soliti inganni dei vivisettori

La liberazione in pieno pomeriggio effettuata nei laboratori del dipartimento di farmacologia dell'Università di Milano ha finalmente riaperto pubblicamente un dibattito sulla sperimentazione animale, dando nuovamente prove di quanto abbiano da nascondere i vivisettori.

Aprire le porte di un laboratorio non significa solamente trovare un animale sofferente, ma anche scovare quanto i vivisettori non vogliono far vedere o sapere al di fuori di quei luoghi segreti.

In particolare a Farmacologia, grazie a chi ha liberato gli animali, è stata scoperta la presenza di cani meticci, particolarmente strana.
Su questi il rettore ha cercato di arrampicarsi sugli specchi dicendo che erano del dipartimento di veterinaria e solamente appoggiati, come in pensione.
E poi che dire di ben 6 cani con 10 anni di età? Da quanto venivano utilizzati per esperimenti, quanti diversi esperimenti hanno subito?
Tutto questo lo sanno solamente gli aguzzini al lavoro in quel dipartimento... probabilmente nemmeno le loro carte o i loro protocolli potranno farci sapere molto.

L'indagine dei Nas di questi giorni è solo una delle tante grane che l'Università ha avuto, facendo venire a galla perfino che i cani sono stati sottoposti illegalmente a più di un esperimento. Si vocifera addirittura di revoca della licenza, ma ovviamente sappiamo che non possiamo avere troppe speranze in questo.
Fatto sta che per una volta i segreti dei vivisettori sono stati svelati, che le immagini di animali prigionieri sono state mostrate a tutti, che di vivisezione se ne è parlato molto, che a parte i soliti detrattori faziosi la liberazione diretta degli animali ha subito un applauso generale e che un laboratorio di meno gode dell'anonimato a cui tanto teneva.

Tutto questo grazie agli anonimi liberatori e allo sguardo di quegli animali usciti finalmente da un incubo.
Con la speranza che per loro cominci una nuova vita.


VIVIMILANO
17 MAGGIO 2006

I Nas nei laboratori di farmacologia: sequestrati documenti sugli esperimenti effettuati
Test su cani e conigli, blitz dei carabinieri alla Statale


Milano - Venti giorni fa il blitz degli animalisti per «liberare» cavie, conigli e beagle destinati alla sperimentazione e rinchiusi nei laboratori di farmacologia della Statale, in via Vanvitelli; ieri all'Istituto sono arrivati i carabinieri del Nas di Milano. Riserbo assoluto sulle indagini. È comunque trapelato che il sopralluogo dei militari sarebbe servito per raccogliere documentazione su tempi e modi degli esperimenti effettuati sugli animali, materiale che sarà inviato al ministero della Salute. Le norme che regolano questo tipo di ricerche, infatti, prevedono che «un animale non possa essere riutilizzato più di una volta in esperimenti che comportino forti dolori, angoscia e sofferenze equivalenti». Ma chi opera all'interno del laboratorio descrive una realtà diversa: i beagle, per esempio, sarebbero stati sottoposti a numerosi test. «I cani venivano condotti per una breve passeggiata all'interno dell'istituto solo due volte la settimana: pochi minuti, al guinzaglio, e poi erano riportati nelle loro cellette». Il ministero della Salute conferma che l'Istituto era in possesso di regolari autorizzazioni per effettuare test di invecchiamento sugli animali solo fino al 2005 e allo scadere dello scorso anno era stata presentata una ulteriore richiesta di rinnovo.
«Non abbiamo concesso la proroga — spiega Sergio Papalia responsabile de Dipartimento di Veterinaria del ministero della Salute —, perché c'era la motivata perplessità sulla durata dei test su questi animali. Tenere tre anni quei beagle in uno stabulario è un tempo troppo lungo. Da qui l'esigenza di ottenere una più approfondita documentazione». Le indagini devono verificare quanti e quali test sono stati compiuti su cavie, conigli e beagle. «I test sull'invecchiamento sono proseguiti per anni sempre sugli stessi cani — spiegano gli investigatori —. Abbiamo appurato che gli stessi beagle, dopo essere stati cavie per le ricerche sull'invecchiamento, sono stati sottoposti a nuovi test ormonali.

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