Domenica 16 aprile sono riprese le consuete biciclettate contro
Morini e la vivisezione.
Niente di meglio che una sana pedalata per portare informazione anche
nei paesi limitrofi
a San Polo d'Enza, impossibile difatti non notare una decina di
attivisti che, con cartelloni ben
in vista e urlando la propria rabbia contro Morini e contro le
torture sugli animali, hanno fatto
tappa a Traversetolo, San Polo, Bibbiano, Quattro Castella per poi
ritornare per un rapido passaggio
nel paese che ospita Soprani e famiglia.
Ovviamente è stato impossibile raggiungere l'allevamento, dieci
biciclette sono estremamente
pericolose e minacciose, tanto che bisogna impedirgli qualsiasi
avvicinamento sospetto.
Per fortuna che la piazza di San Polo era gremita di gente che ha ben
visto che dopo quattro anni
siamo ancora presenti per cercare di far terminare le atrocità che
Morini da 50 anni commette a
danno degli animali.
Da segnalare anche che sulla strada per Bibbiano ci è sembrato di
incrociare Cristina Freschi,
dipendente dell'azienda. Forse scappava dalla sua città, anche lei
impaurita per colpa di alcune
pericolose biciclette. Con Cristina costretta all'esilio forzato è
toccato a noi ciclisti informare
gli abitanti del paese della complicità di questa signora con la
morte di migliaia di animali.
A lei, così come agli altri dipendenti e a tutte le persone che
gravitano attorno a Morini e
che lo sostengono ribadiamo ancora una volta che la campagna non
cesserà fino alla totale e
definitiva chiusura di quest'azienda. Il mondo della vivisezione è
rimasto celato in oscuri luoghi per
troppo tempo, è ora di far conoscere a tutti il marcio che vi è
dietro a questa pratica, a chi la
effettua e dietro agli allevamenti che gli forniscono animali.