L'inganno della Legge, le scuse delle aziende
Cronache da Bolzano e dintorni

Bressanone (BZ)
Venerdì 20 luglio pochi ma buoni attivisti si sono trovati davanti al tribunale di Bressanone, provincia di Bolzano, per il processo a carico di Giovanna Soprani e Roberto Costoli. L'imputazione era di maltrattamento di animali, il presidio era indetto nella speranza di incontrare Giovanna anche fuori dalle solite strade di San Polo... In una piazza che non ha forse mai visto striscioni siamo riusciti a parlare con molte persone che ricordavano il caso dei beagle fermati più di tre anni fà ma che non sapevano di una campagna ancora attiva contro Morini. Far aprire gli occhi sulla realtà dei laboratori e di chi ne è responsabile è sempre positivo.

Poi il processo, o una pantomima di processo, ha luogo con un gran ritardo. In realtà si sapeva già, ed era scritto sui giornali locali, che il processo non avrebbe avuto luogo per prescrizione del reato (troppo tempo è passato e non si possono condannare). Quindi in cinque minuti di burocrazia viene liquidato tutto e gli imputati assolti.

Questa svolta del caso dovrebbe far riflettere coloro che ancora sperano di ottenere la liberazione degli animali tramite cause legali e denunce, che hanno fiducia nella Legge e nelle leggi. Solo guardando il caso Morini si ha riprova di quanto illusoria sia questa speranza: leggi regionali cadute nel nulla, maltrattamento di animali che cade in prescrizione, multe cancellate, animali posti sotto sequestro e restituiti all'azienda... Alcune associazioni protezioniste hanno fatto salti di gioia per la denuncia della Soprani in merito a quel carico di 56 cuccioli, dicendo che finalmente giustizia sarebbe stata fatta. Ecco ieri il lavoro della loro Giustizia.

Ancora una volta ribadiamo che le speranze degli animali non sono i cavilli di legge, le carte bollate, i tribunali e i magistrati, ma le persone come voi, come noi, che non aspettano e decidono di attivarsi in prima persona. D'altronde sappiamo tutti, sfruttatori di animali inclusi, che è questo quello che dà più fastidio e ottiene maggiori risultati.

Finito il processo continuiamo un volantinaggio nelle strade di Bressanone e anche dentro forni e pizzerie, informando delle attività segrete del molino Rieper...

Vandoies di Sotto (Bz)
Nel pomeriggio ci siamo spostati a Vandoies, piccolo paesino a nord di Bolzano, in mezzo alle montagne e ad un freddo glaciale. Qui ha sede il molino Rieper, nome notissimo in Alto Adige, che rifornisce quasi tutti gli allevatori e i panificatori della regione. Quello che nessuno sa è che Rieper è anche distributore di mangimi speciali per animali da laboratorio prodotti dalla austriaca Altromin Tierlabor.

Cominciamo con un volantinaggio porta a porta per il paese, mettendo anche volantini su tutte le auto. Poi ci spostiamo vero Rieper. L'atmosfera per un presidio è quasi surreale, in un paese quasi deserto, ma ci facciamo sentire davanti all'entrata dei camion, spieghiamo le nostre ragioni, facciamo un giro intorno all'azienda fino all'altra entrata, sulla statale. Qui abbiamo maggiore visibilità, e le auto rallentano per guardare lo striscione con scritto "Rieper complice della vivisezione".

Otteniamo poi una copia di un comunicato stampa diffuso da Rieper in giornata. Già erano uscite vergognose dichiarazioni da parte dell'azienda sul quotidiano Alto Adige, deviando la questione sull'assenza di legami tra Rieper e Morini.... legami di cui mai nessuno di noi ha parlato!

Dal successivo comunicato stampa apprendiamo che "fanno parte della clientela parchi zoologici, centri di protezione per gli animali, imprese farmaceutiche e strutture di ricerca". E il legame con la vivisezione è confermato. Nella loro beata ignoranza inoltre dicono: "presumiamo che la sperimentazione scientifica sugli animali venga impiegata solo in casi di assoluta necessità per la ricerca"... assoluta necessità di cui ancora da centinaia di anni nessuno ha fornito la prova ma di cui tutti parlano come scusa.

E' interessante notare poi come loro ammettano che questo traffico di materiale per tortura sia solo lo 0,18% delle loro entrate. Praticamente potrebbero disfarsene, ripulendosi l'immagine ed evitando future proteste, senza nemmeno accorgersene.

Contattate Rieper e chiedete che cessino questo mercato parallelo, altrimenti sta già nascendo una campagna locale di proteste, controinformazione e boicottaggio!

A.RIEPER
Via Von Guggenberg 6
39030 Vandoies di Sotto (Bolzano)
Tel: 0472 867 900
Fax: 0472 869221

mail: info@rieper.com

Responsabile settore laboratori: f.piffrader@rieper.com

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