In questi giorni sta circolando la notizia della denuncia di un attivista milanese che avrebbe urlato con il megafono sotto casa di Soprani Giovanna alle 3 del mattino. Queste indagini definite rapide e mirate danno conferma che le forze dell'ordine prendono a turno i nomi degli attivisti del Coordinamento e attrubiscano loro i primi reati che si presentano. Rapide e mirate si, ma per fermare il movimento.
La realtà è che questo ragazzo è stato fermato alle 7 di mattina (e non in orari notturni) dopo avere salutato educatamente la Soprani senza alcun megafono e senza alcun linguaggio offensivo, attendendo che fossero aperte le finestre di casa. Successivamente i carabinieri chiamati dalla nostra, sbirciando nel furgone videro un megafono: oggetto sicuramente pericoloso ed illegale per le leggi in vigore nello stato di S.Polo d'Enza.