Cronaca di un foglio di via dall'allevamento Morini
"Se ci riprovi sarai più fortunato?"
Il giorno 18 maggio mi reco al tribunale di Montecchio (RE) perchè inizia un processo che vede me e un altro ragazzo imputati del reato di ingiuria e diffamazione per aver esposto io e portato lui un cartello con su scritto Soprani ASSASSINA, con in mezzo due foto di un beagle squartato. Il procedimento è stato rinviato al 15 giugno, data in cui si terranno numerosi processi a carico di attivisti per chiudere Morini.
Se già è assurdo trovarsi in questa posizione, ciò che mi accade successivamente sarebbe ancora più sorprendente se non mi rendessi conto di cosa comporta essere a S.Polo.
Passando con la macchina lungo la statale, quando mi avvicino all'altezza della Morini, vengo fermato da un auto dei carabinieri, apparentemente per un normale controllo.
So che cercheranno di appiopparmi più multe possibili ed infatti mi vengono consegnati due verbali, dei quali uno per aver trasportato un cane sui sedili posteriori senza un'apposita rete di divisorio.
Ad un certo punto l'onnipresente carabiniere Antonio Grasso mi obbliga a salire sulla loro macchina senza fornirmi spiegazione alcuna. Finisco alla caserma del paese in attesa di sapere il perchè e vi rimango per circa un'ora chiuso nell'atrio. Mi viene negato di uscire nel giardino e di andare al bagno. Le ragazze che erano dal principio con me contattano un avvocato, il quale però non ottiene anch'egli nessuna risposta.
Inizio ad innervosirmi, ma ormai l'abitudine ad essere trattati così chi viene a S.Polo da 2 anni e mezzo l'ha un pò somatizzata; non mi resta che aspettare gli sviluppi.
Mi caricano sulla stessa fiat punto e mi portano in questura a Reggio Emilia, nel reparto dell'anticrimine. Poi a fare foto segnaletiche e impronte digitali e del palmo della mano. Ancora in attesa. Da quando sono in stato di fermo sono trascorse tre ore circa. Di nuovo all'anticrimine e lì capisco tutto. Belle e pronto un foglio di via valido tre anni per S.Polo, con l'obbligo di raggiungere la questura della mia città entro e non oltre un giorno, pena un'altra denuncia.
Le motivazioni del provvedimento: un lungo curriculum di denuncie, tutte confezionate ad arte, tra l'altro nessuna delle quali sfociata in condanna.
So benissimo che in nome della preservazione dell'ordine pubblico le autorità possono tutto; la cosa strana è che oggi il questore firma un foglio di via avendo a disposizione gli stessi motivi per i quali la questura di Milano qualche mese orsono respinse identica proposta (che gli abbiano detto ''Se ci riprovi sarai più fortunato?'').
Niente di troppo nuovo sotto il sole di S.Polo; solo ci si chiede dove si può arrivare, dato che quel lager le persone non se lo dimenticheranno mai.
Forse in questo periodo Soprani e amici pensano di aver vinto. Io dico: ride bene chi ride ultimo. Non starò certo tre anni senza far niente per salvare migliaia di vite dalla tortura e dalla morte provocategli da quella maledetta A...non si può dire...