La titolare
della “Morini” di San Polo vittima di un macabro scherzo.
SAN POLO – Non c’è pace per Giovanna Soprani, titolare dell’azienda
Morini, da anni nel mirino degli animalisti che le contestano di allevare animali
da laboratorio. Nemmeno nel giorno dell’anniversario della morte del marito
Stefano, le sono state risparmiate le pesanti attenzioni che, dal giugno del
2002, le impediscono di avere una vita normale. Una ragazza, spacciandosi per
la figlia della donna, ha contattato due agenzie di onoranze funebri annunciando
la morte della Soprani e chiedendo di organizzare i funerali. Ma, quando si
sono presentate alla porta, è stata la stessa Soprani a far notare di
essere viva.
Macabro scherzo alla titolare della Morini
San Polo: inviate due agenzie di onoranze funebri per occuparsi dei suoi funerali,
ma lei è viva.
SAN POLO – Non c’è pace per Giovanna Soprani, 68 anni, titolare dell’azienda Morini di San Polo, da anni nel mirino degli animalisti che le contestano di allevare animali destinati ai laboratori. Nemmeno nel giorno del 19esimo anniversario della morte del marito Stefano, deceduto il 24 aprile 1986, le sono state risparmiate le pesanti “attenzioni” che – dal giugno del 2002 – le impediscono non solo di avere una vita normale ma anche di uscire liberamente dal cancello di casa. E qualcuno, che più volte ha augurato alla donna di morire, domenica mattina ha organizzato l’ennesimo “scherzo”, che va ad aggiungersi a ripetute minacce, manifestazioni di protesta, picchetti davanti all’azienda, atti intimidatori e danneggiamenti.
Che sarebbe stata
l’ennesima giornata di trincea, Giovanna Soprani se n’era già
accorta di primo mattino quando, nel fax, ha trovato un messaggio inviato con
un sms, attraverso un telefono cellulare. “Sono Stefano, ti scrivo
dall’al di là: nella nostra vita abbiamo sbagliato tutto. Siamo
degli assassini”. Un messaggio a dir poco di cattivo gusto, che tira
in ballo una persona deceduta da quasi vent’anni e, per di più,
nel giorno dell’anniversario della morte. Ma chi aveva architettato tutto,
non si è certo accontentato di quel fax.
E così, dopo qualche ora, un dipendente della prima agenzia di onoranze
funebri ha suonato al campanello di casa Morini, per occuparsi del funerale
di Giovanna Soprani. “Mia mamma non è morta”, ha
risposto furiosa al citofono la figlia della donna. Si è poi presentata
la stessa Soprani che, insieme all’impresario delle onoranze funebri,
ha cercato di chiarire cosa stesse succedendo.
Qualcuno, presentandosi proprio con il nome e cognome della figlia, e indicando
l’indirizzo e il modo di arrivare all’allevamento, aveva chiamato
l’agenzia per chiedere di occuparsi del funerale della titolare dell’azienda
Morini. “Mi auguro, ogni volta che verrà a cercarmi –
ha concluso con un sorriso Giovanna Soprani – di essere sempre qui
a risponderle”.
I titolari di una seconda agenzia di onoranze funebri, contattata la stessa
mattina per il medesimo servizio, si sono risparmiati la strada e, prima di
raggiungere l’allevamento, hanno telefonato.
La Soprani ha subito detto che, grazie a Dio, non c’era bisogno del loro
intervento.
“Da tre anni ormai, fanno di tutto per farci saltare i nervi –
commenta arrabbiata Giovanna Soprani, perseguitata da anni – e cercano
di toccarci negli affetti più cari. Ho voluto molto bene a mio marito
e lo amo ancora, anche se è morto da 19 anni: ma questa gente non ha
rispetto nemmeno dei morti e, anzi, vorrebbero che fossi morta anche io. Ormai
ho visto di tutto e non mi stupisco più di niente ma non pensavo che
ci fosse tanta cattiveria e superficialità: sono solo dei poverini e
non bisogna dar loro troppo peso, altrimenti ottengono ciò che vogliono”.
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