Domenica 12 dicembre
a Reggio Emilia si sono presentati più di 100
manifestanti per il presidio contro la vivisezione e contro la
repressione.
Un presidio che purtroppo la Questura ha voluto relegare in una
piazza fuori dal centro storico. Una iniziativa che voleva portarci a
parlare alle persone di cosa accade dentro Morini e i laboratori e di
cosa è accaduto a San Polo il 20 novembre, nella quale la scomodità
stava appunto nella realtà che saremmo andati a raccontare, è
stata
trasformata come al solito in un problema di ordine pubblico.
Talmente è stata montata questa paura artificiale di possibili scontri e devastazioni che i media locali hanno perfino parlato di possibilità di chiusura dei negozi in pieno clima natalizio, con aspre dichiarazioni da parte di Confcommercio e Confesercenti. Adesso che un esercito di poliziotti ci hanno pestati, creando scontri a San Polo, siamo diventati a tutti gli effetti dei violenti devastatori... magia dell'arte di manipolare la realtà!
Centro vietato e blindato da decine e decine di poliziotti, articoli fantasticanti sui giornali, isolamento delle voci scomode. Ecco quello che ci troviamo di fronte parlando di vivisezione, business farmaceutico e repressione verso chi lotta contro tutto questo.
Ma in ogni modo
più di 4000 volantini sono stati distribuiti nel
centro storico da "uomini sandwich", ottenendo anche molto consenso
da chi si fermava a parlare con loro e guardare le foto dei cartelli.
E non poche persone hanno potuto vedere inoltre dalla mostra contro
la vivisezione cosa accade agli animali di Morini nei laboratori.
Le iniziative contro Morini nella città di Reggio Emilia non si fermano qui!