Il sindaco di San
Polo Milena Mancini è indagata per abuso edilizio nella
sua casa al mare, sulla riviera ligure.
L’abitazione estiva di Deiva Marina è stata posta sotto sequestro
preventivo. Il presunto abuso è stato scoperto nell’aprile scorso
dagli
agenti della polizia provinciale di La Spezia, nella cui provincia si
trova l’abitazione di Deiva: una bella casetta in pieno centro del paese,
dove vige un vincolo paesaggistico. La casa di proprietà di Milena Mancini
e del marito è disposta su due piani: sarebbe cresciuta di venti metri
quadrati senza autorizzazione e in violazione del vincolo paesistico. E, a
quanto sembra, senza che i coniugi fossero a conoscenza che con i lavori -
affidati a tecnici locali - veniva perpetrato un abuso.
Questa abitazione era stata inserita nel Piano del centro storico per la
ristrutturazione e riqualificazione degli edifici.
L’ampliamento però non era compreso e non sarebbe stato autorizzato,
perché, come molti centri delle riviera ligure, ricade sotto il vincolo
paesaggistico della Sovrintendenza.
Ma né la polizia municipale, né l’ufficio tecnico di Deiva,
né gli
amministratori si sono mai accorti della casa che cresceva troppo sotto i
loro occhi. Gli agenti della polizia provinciale si sono accorti delle
anomalie e hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica
di La Spezia. Il procuratore aggiunto Rodolfo Attinà, dopo le dovute
indagini, ha disposto il sequestro dell’immobile.
A dire il vero la Mancini e il marito non si erano accorti di nulla, anche
perché si erano rivolti per i lavori a un architetto del posto e a due
costruttori, pure loro di Deiva. Ora però sono indagati per concorso
in
violazioni delle leggi urbanistiche e paesaggistiche. Gli agenti della
polizia provinciale guidati dall’ispettore Andrea Mazzachiodi erano giunti
sul posto mentre stavano ultimando i lavori di copertura.
Vi è da dire che i proprietari dell’immobile avevano dichiarato
a suo
tempo di non essere a conoscenza di quei vincoli ed era stato anche per
evitare problemi di questo tipo che si erano rivolti a dei professionisti
del posto.
Ieri il primo cittadino non ha voluto commentare la vicenda. Quindi non è
dato sapere se, per questo abuso, potrà accedere al condono edilizio.
(m. d. c.)