Il Comune di S.Polo
nega il documento perchè l'allevamento non sarebbe a norma.
Ditta Morini, licenza rinviata.
Da mesi l'amministrazione comunale chiede che sia rispettato il decreto
legislativo 116/92 sul "benessere degli animali". Ma diverse prescrizioni
sul come tenere i cani da laboratorio non sarebbero rispettate.
SAN POLO - Se il decreto
legislativo 116/92 è stato quello che nei mesi
scorsi ha ridato speranza all'allevamento Morini di San Polo di riprendere
la vendita di cani beagle per la vivisezione, ora lo stesso sarebbe
diventato per l'azienda il primo solido ostacolo sulla via del
riottenimento della licenza dal Comune. Per la gioia di tanti
animalisti...e animali.
Impugnando questo decreto, infatti, la Corte Costituzionale, su ricorso
del Governo, aveva bocciato la legge regionale che limitava parzialmente
il ricorso alla vivisezione. Ma lo stesso decreto indica tra le cose,
precise "condizioni di benessere" nelle quali devono vivere gli animali
nell'allevamento. E sarebbero proprio queste ultime che mancherebbero
nella Morini, motivo per il quale il comune non ha ancora rilasciato il
documento.
[...]La ditta Morini per rispettare le norme avrebbe così dovuto adeguare
i locali al decreto prima di riottenere la licenza, ma i lavori non
sarebbero stati realizzati. Il Comune non voleva un 'tutto e subito' ma
almeno un segno di 'buona volontà' nell'adeguamento delle strutture.
Segno
di cui al momento non ci sarebbe alcuna traccia. Anzi.
L'azienda nei giorni scorsi ha addirittura inviato una lettera al
presidente della Provincia Sonia Masini, ai sindaci e alle autorità
politiche della Val d'Enza, contenente, tra le tante accuse agli
animalisti anche un attacco giudicato da molti 'gratuito' al sindaco di
San Polo, Milena Mancini [...] Un attacco che dimentica infine come il
decreto legislativo 116/92 non vada solo impugnato quando si tratta di
ricavarne vantaggi, ma anche quando si tratta di rispettarne le norme.