La delirante lettera che
segue, partorita dalla mente di tale Resmi Giacomo di Barco di Bibbiano in provincia
di Reggio Emilia è la conferma che la ditta Morini sta grattando il fondo
del barile e cerca tramite le lettere dei suoi sgherri il supporto dell'opinione
pubblica.
Chi volesse replicare può scrivere al giornale che ha avuto il coraggio
di pubblicare un simile obbrobrio: lettere.re@gazzettadireggio.it
"La ditta
Morini ha diritto di riaprire
Gentile direttore, le scrivo in merito al "caso Morini". La suddetta
ditta, per quel che ne so, ha ottemperato fino in fondo alle normative. La Corte
di cassazione ha annullato quel pateracchio di legge regionale nota, appunto,
come legge Morini.
La ditta attende che l'incomprensibilmente tentennante sindaco di San Polo,
firmi, con atto dovuto, l'autorizzazione che le consentirebbe di riprendere
regolarmente la propria attività.
Ambientalisti e animalisti vari, con l'appoggio di non meglio specifiati ricercatori,
hanno disseppellito l'ascia di guerra pronti all'azione.
Partiti e associazioni guardano alla finestra. Un'assemblea "aperta"
(da chi?, a chi?), tenutasi non si sa bene dove, né quando, in un volantino
ci fa sapere che: "... rappresentanti di circa cinquanta associazioni,
politici, cittadini e funzionari di ditte del territorio, si sono riuniti in
assemblea aperta, per esaminare il caso Morini e hanno condiviso l'intento di
procurare
al sindaco sostegno nel processo decisionale)". (Leggi: firmare o no, l'autorizzazione
alla vendita).
A pagina 2, gettata la maschera, si legge: "Crediamo che una questione
di puntiglio di una singola persona, (...) non possa essere prioritaria anche
rispetto ai problemi di ordine pubblico per l'intera cittadinanza: problemi
che, inevitabilmente, in seguito a infausta decisione da parte sua (il sindaco),
si verificherebbero alla ripresa dell'attività di vendita da parte dell'allevamento
Morini."
In altri termini: "Caro sindaco, o non firmi, o ti assumerai tutta la responsabilità
d'eventuali, probabili, anzi più che certi disordini e violenze nei confronti
della cittadinanza che rappresenti. A questo proposito chiederei alle associazioni,
quelle vere, di commercianti, imprenditori,
allevatori ecc., ai partiti e sindacati, ai lavoratori in genere e agli abitanti
tutti, di prendere forte e chiara una posizione contro le violenze, le minacce,
l'arroganza e la supponema di persone "volutamente ignoranti", affinché
chi di dovere, questura in testa, svolga fino in fondo il proprio compito per
evitare ulteriori malversazioni nei confronti di una Val d'Enza
che vuole mostrarsi unita nel difendere gli interessi di tutti, poiché,
senza
peli sulla lingua, oserei dire che oggi tocca alla Morini, ma domani?
Sarebbe bene che anche i sindaci degli altri Comuni si dessero una mossa. Una
cosa anche a medici, farmacisti e a chi si prende cura della salute dei
nostri genitori, nonni, figli, nipoti, mogli e mariti ecc., ricordando a tutti
noi che quei farmaci, di cui spesso faremmo volentieri a meno, attraversano,
prima che giungano a noi, maglie
strettissime di controlli incrociati che prevedono necessariamente anche test
su esseri viventi.
Puo' non piacere, ma tutte le volte che, per ragioni di malattia siamo costretti
a rivolgerci ai farmaci, sarebbe bene ci ricordassimo di ciò.
Tornando a noi, cerchiamo di non permettere che quattro facinorosi possano calpestare
diritti fondamentali della nostra vita. La salute sarebbe certamente tra i primi
posti in un'eventuale graduatoria. Anche la libertà di pensiero, d'azione,
di sperimentazione, d'imprenditorialità, di confronto sano e costruttivo,
ecc., dovrebbero avere diritto di cittadinanza in qualsiasi ambito della conoscenza.
Non lasciamo che si arroghino diritti che non hanno, come quello posto regolarmente
e prevedibilmente in atto nei confronti di un dipendente della ditta Morini.
Se la memoria non m'inganna già un'altra o più volte, ciò
è accaduto. Non si può permettere ulteriormente che si attenti
ail'incolumità ed alla tranquillità di persone che, dall'ultimo
arrivato fino alla signora Soprani, svolgono coscienziosamente e onestamente
il loro lavoro.
Giacomo Resmi
Barco".
Dovrà impegnarsi molto il Sig. Resmi per tenere aperta la ditta Morini...