Pacco intimidatorio contro ditta Morini
Tratto da Gazzetta di Reggio 21.08.2004

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Attimi di tensione, ieri all'alba tra via Guidelli e la via Emilia per uno strano involucro mascherato da ordigno.
La scatola di cartone conteneva un mattone avvolto con dei cavi.

Un finto pacco bomba, confezionato in modo artigianale ma con chiaro intento intimidatorio, è stato abbandonato ieri all'alba in via Guidelli, all'angolo con via Emilia San Pietro, proprio di fronte ai magazzini Standa Oviesse. L'involucro era formato da una grossa scatola, di quelle usate per contenere i fogli per fotocopie, da cui spuntava un cavo elettrico. Sulla confezione era scritto un messaggio indirizzato a una parente di Giovanna Soprani, la titolare dell'allevamento Morini di S.Polo.

ALLARME BOMBA - Scattato l'allarme, sul posto è subito arrivato l'artificiere della polizia, che ha provveduto ad aprire il pacco sospetto e a controllarne il contenuto. Nella scatola c'erano un mattone di colore rosso e grigio, avvolto con fili elettrici, parte dei quali spuntavano dalla confezione. A chiusura del pacchetto era stato utilizzato un biglietto indirizzato a una parente di Giovanna Soprani, la titolare dell'allevamento di cani di S.Polo, da diversi anni al centro di pesanti manifestazioni di protesta. (...)

LA SCOPERTA - Verso le 4 di ieri un passante ha notato in via Guidelli, all'angolo con Via Emilia S.Pietro, uno strano pacco: dall'involucro, che era appoggiato a un muro fra le vetrate di un negozio di abbigliamento, spuntavano due spezzoni di cavi elettrici, di colore rosso e nero, che poi rientravano nella stessa confezione. Si trattava di una scatola per fogli da fotocopie (alta e larga 30 centimetri e lunga circa 40 centimentri), che - come chiusura - recava un biglietto con un indirizzo poco distante da dov'era il pacco: l'indirizzo era quello di una parente di Giovanna Soprani, la titolare dell'allevamento Morini di S.Polo. Il testimone ha subito telefonato alla questura, che in pochi minuti ha inviato sul posto un artificiere. Quest'ultimo dopo aver indossato gli indumenti di protezione, con molta attenzione ha iniziato ad aprire il pacco: all'interno il tecnico ha trovato un mattone, utilizzato di solito per lastricare cortili e marciapiedi esterni, che era stato avvolto in alcuni cavi elettrici. Non c'era alcun collegamento e non è stato trovato altro materiale pericoloso. Il pacco è stato sequestrato e condotto negli uffici della questura per altri rilievi.

LE INDAGINI - Sono subito scattati gli accertamenti della Digos, collegati alla lunga lista di intimidazioni e di violenze compiute negli ultimi tempi nei confronti dell'allevamento Morini. Proprio nei giorni scorsi sono ricomparsi sui muri di alcuni sottopassaggi cittadini manifesti intimidatori contro la ditta di San Polo. La storia delle contestazioni contro l'allevamento Stefano Morini è lunga. Ma via via, a iniziative e manifestazioni legali, si sono alternate sempre più dimostrazioni al limite del lecito e atti di vero e proprio terrorismo. Come l'incendio dell'auto della Soprani, nell'area della ditta, tra il 10 e l'11 agosto 2003, o i bossoli di pistola recapitati a casa il 10 febbraio di quest'anno. Seguirono minacce e ritorsioni anche a dipendenti e fornitori.