Il paese delle restrizioni
A san Polo d'Enza i divieti aumentano sempre di più…

Non è certo casuale che fin dall'inizio della campagna le forze dell'ordine abbiano cercato di arginare le possibilità di movimento e di azione dei manifestanti, ponendo limitazioni, restrizioni e divieti per limitare l'efficacia delle proteste. Questo però non ci ha fatto desistere, e siamo ancora presenti, più di prima, a dire la nostra sull'esistenza di un lager per animali come Morini.
Elenchiamo qui di seguito una cronologia di restrizioni e manovre repressive che esprimono chiaramente l'intento di rendere inefficace la campagna e demoralizzare i manifestanti:

**Le proteste sono sempre state tenute a debita distanza dall'allevamento, vietando l'ingresso in Via San Giovanni Bosco. Non avessero i dipendenti e la famiglia Morini a sentire la voce dei manifestanti.

**Dopo un presidio alquanto caotico ed esageratamente rumoroso sotto casa di Giovanna Soprani, anche via Fontaneto è diventata "zona rossa". Ulteriori richieste di autorizzazione sono state negate per problemi al traffico! In una via a sfondo chiuso percorsa da dieci auto al giorno e comunque bloccata in occasione dei presidi da un mezzo dei carabinieri posto di traverso! Recentemente, dopo aver visto che con le minacce di denunce nessuno entrava più in tale via, ma che comunque i manifestanti sostavano all'angolo attendendo l'uscita dei dipendenti, alcuni militi arguti hanno pensato di costringere due persone a valicare la "zona rossa" andandogli incontro con la loro auto. Con tale vergognosa scusa hanno potuto fare una bella denuncia… complimenti!

**Quando vicino a due furgoni alcuni manifestanti stavano preparando un pranzo nientepopodimeno che il sindaco Ettore Ghielmi in persona si è scomodato per portare l'ordinanza di divieto di campeggio nel paese. Il pranzo è stato terminato e gustato ugualmente, senza che niente andasse di traverso.
La stessa ordinanza è stata portata in seguito dalla municipale ad un attivista che aveva parcheggiato il suo furgone sul prato vicino Via S. Giovanni Bosco, facendoglielo spostare.

**Visto che i mezzi dei manifestanti non devono essere vicino ai loro proprietari, il Comune di San Polo ha pensato bene nel luglio scorso di porre un divieto di sosta e di fermata lungo la statale nei pressi dell'allevamento.
In questo modo i carabinieri hanno potuto anche più volte allontanare o multare persone che si erano soffermate a chiedere informazioni.

**Ad un certo punto cominciano a piovere denunce per cosiddetta "ingiuria" per chi ha urlato la parola "Assassina" ad una persona che uccide gli animali, e quindi secondo il vocabolario della lingua italiana è una assassina a tutti gli effetti. Limitazioni alla parola.
Sequestrato un cartello con la scritta "Giovanna Soprani Assassina" e denunciati due attivisti per diffamazione, cioè come se fosse stato scritto il falso. Limitazioni alla scrittura.

**Un bel giorno i carabinieri si sono ricordati che è vietato appendere striscioni ai pali della luce o ai cartelli stradali. Hanno inoltre vietato di appenderli alla rete dei lavori di costruzione di fronte al lager, e sono entrati in casa del vicino che in un anno non aveva mai detto niente contro i manifestanti e aveva lasciato che appendessero striscioni sulla sua ringhiera, uscendo gongolanti come bimbi perché ovviamente quest'ultimo non ha avuto il coraggio di dire che voleva lasciarci stare.

**Da gennaio la più pesante delle restrizioni per alcuni attivisti: il divieto di entrare nel paese di San Polo, pena l'arresto. Questo per alcuni in merito alle sconclusionate e campate in aria indagini sulla liberazione dei cani e l'incendio della sopranimobile, per altri con la scusa di denunce a San Polo o precedenti penali. Il motivo è allontanare gli indesiderati, nessun'altro.

**Poi è venuto il momento dell'apparizione di cartelli di proprietà privata sul prato. I carabinieri dicono che il proprietario si è stufato e non vuole che gli attivisti entrino nel suo terreno, che adesso è stato recintato con nastro bianco e rosso. Off limits anche per i cartelli di protesta e per i cani!

**Penultima restrizione il divieto di utilizzare megafoni, tamburi e fischietti.
Avremo polmoni abbastanza forti per farci sentire, anche se dei militi hanno avuto il coraggio di dire a dei manifestanti di urlare a bassa voce, pena denuncia!

**Ultimo, almeno per ora, l'assurdo divieto di sedersi e poggiare cartelli sul muretto all'angolo di via San Giovanni Bosco, entrato in vigore dopo dieci minuti che Giovanna ha parlato coi carabinieri presenti ad un presidio. Ai suoi ordini, signora!

Cos'altro possono vietarci? Forse di sedere in terra, o di mangiare e bere per non lasciare briciole? forse di respirare? forse di pensare che l'allevamento Morini è un luogo da cui gli animali vengono mandati alla morte?

Possono inventarsi tutte le restrizioni che vogliono, ma la nostra testa sarà sempre libera e sgombra dalla logica del profitto e dell'obbedienza ai più forti, sgombra dalla passività di chi si lascia scorrere i massacri davanti agli occhi senza dire niente, e di conseguenza la nostra determinazione inarrestabile.
La lotta continua e le proteste non si fermano!

In questo momento in cui da Morini potrebbero partire dei carichi di beagle verso i laboratori è più che mai indispensabile la presenza quotidiana di proteste, e vi invitiamo a contattarci per dare una mano ai "due mesi di assedio".