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Morini sbarca in Sicilia
Presidi
a Catania e Palermo
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Con l'intenzione di diffondere
la lotta contro l'allevamento Morini e
più in generale contro la vivisezione e lo sfruttamento animale, un
gruppetto di attivisti si è imbarcato in un tour di discussioni e
presentazioni della campagna nel sud Italia. A Catania e Palermo ci
sono stati anche dei presidi nei confronti di clienti e fornitori di
Morini.
A Catania il pomeriggio
di lunedì 14 è stato fatto un presidio
davanti alla sede di Speedy Service. Adesso abbiamo visto con i
nostri occhi di quali potenti alleati si serve la Soprani per
trasportare i roditori ai laboratori: Speedy Service ha una sede di
pochi metri quadrati, senza insegna, non ha un fax e non ha una
e-mail, e gli unici mezzi da noi visti sono dei motorini su cui dei
ragazzi effettuano consegne. Il proprietario utilizza un furgone per
i trasporti più voluminosi e importanti, come i roditori di Morini.
Il presidio davanti alla loro sede è cominciato aprendo uno
striscione e spiegando al megafono a chi gli sta vicino di cosa si
rende complice questa azienda, macchiandosi del sangue di animali ed
esseri umani. Molte persone si sono affacciate, incuriosite, e hanno
chiesto dei volantini, mentre anche chi passava in auto si fermava e
ha fatto delle domande di fronte ad una protesta probabilmente
inusuale.
A chi lavora per Speedy Service e a chi lo gestisce è stato detto
ripetutamente che non si fermeranno le proteste finché non
smetteranno di trasportare per Morini. Loro dicono che da qualche
mese la Soprani non li contatta, ma si rifiutano di prendere
posizione nei loro confronti, spinti dalla necessità di introiti.
Questo porterà comunque al continuare delle proteste, di cui questa è
stata solo un inizio.
In seguito i nostri si sono
spostati per una capatina nel negozio di
animali La Jungla, su cui sapevamo con certezza che acquista grandi
quantità di beagle da Morini per rivenderli in tutto il sud e anche
all'estero. Una volta appurato che i beagle all'interno provengono da
Morini è stato aperto uno striscione davanti al negozio e diffondendo
volantini spiegate le ragioni della nostra protesta.
In pochi minuti si è arrivati ad un dialogo col proprietario, che ci
ha invitati a parlare per spiegare le ragioni della presenza di cani
di Morini nella sua ditta.
Quello che ha riferito è che in realtà La Jungla, come molti altri
negozi, acquista i cani da Morini a soli 40 euro, pagandone cioè solo
il libretto sanitario e le vaccinazioni. Questa è una mossa adottata
dall'allevamento per poter continuare a fare cucciolate in attesa che
la legge regionale venisse cambiata, in modo da avere in un momento
come questo un grosso numero di cani da mandare ai macellai
vivisettori. Siccome non avrebbero mai avuto la possibilità di
vendere a privati o a negozi le centinaia di cani che col passare dei
mesi diventavano troppo grandi e invendibili ai laboratori, da Morini
hanno cominciato a darli via a prezzo di costo, giusto per non
rimetterci e continuare a stare aperti alla faccia di chi ne vuole la
chiusura.
Il proprietario del negozio La Jungla ha detto che Morini non avrà
più interesse da ora a vendergli i cani a prezzo così basso, e
che
lui comincerà quindi ad acquistarli altrove, come fa già con le
altre
razze. Attendevamo una dichiarazione di cessata collaborazione in
questi giorni ma non è ancora arrivata, ragion per cui teniamo sempre
questo negozio nel nostro radar. Anche perché ci risulta che in
precedenza i beagle li acquistava a prezzo pieno, e quindi potrebbe
continuare a farlo adesso.
A Palermo martedì
15 una trentina di persone hanno invaso nella
mattinata l'edificio del dipartimento di Biologia Cellulare,
all'interno della cittadella universitaria. Alcuni inservienti hanno
tentato di fermare il gruppo per non disturbare le tesi di laurea che
si stavano svolgendo, ma da un'altra entrata è stato possibile
impossessarsi dell'intero edificio, scorrazzando tra i tre piani, col
megafono a ritmo continuo, volantinaggio e slogan. Al terzo piano la
porta chiusa ha evitato che il gruppo entrasse negli stabulari, di
cui si vedevano attraverso i vetri le gabbie. Non sono mancati
scontri verbali con i ricercatori e aspiranti tali, che sorpresi
all'interno dei loro laboratori hanno provato prima a negare
l'esistenza di vivisezione nel loro edificio e poi di dimostrarne la
necessità. Nessuna di queste persone ha avuto ascolto, accolta solo
da un muro di urla di rabbia! Tra l'altro ha voluto avere voce in
capitolo tale dottoressa Sconso, che detiene cattedra in università e
ha detto che qui gli animali non vengono vivisezionati ma solo
sacrificati per utilizzarne gli organi negli esperimenti in vitro.
Come se ci fosse qualche differenza.
La protesta è continuata con un corteo nella cittadella, una entrata
con volantinaggio nella mensa, e poi con una altra irruzione nel
dipartimento di Fisiologia, dove in orario di chiusura è stata
occupata l'entrata mentre altri attivisti scorrazzavano per i piani
superiori curiosando tra laboratori, uffici e stabulari (purtroppo
chiusi), dicendo a male parole cosa pensavano a quei pochi
ricercatori presenti.
Nella bacheca all'ingresso è stata asportata una vergognosa e
menzognera locandina intitolata "Ecco perché la sperimentazione
animale è necessaria" con la foto di bambini definiti sani e non
malati di Alzheimer grazie alla vivisezione (come se l'Alzheimer
fosse stato debellato!).
Per il mondo della vivisezione a Palermo un inizio di prossime
iniziative di protesta volte alla fine di qualunque tortura!