Una giustizia al servizio
delle lobby
Resoconto di un venerdì d'assedio
Con un po' di ritardo questo è il resoconto di chi era presente quel giorno: Venerdì 11 Giugno ci ritroviamo all'imbocco della via San Giovanni Bosco in San Polo d'Enza per il consueto presidio contro Morini. Ovviamente - come da prassi - i carabinieri procedono all'identificazione dei presenti. La mattinata scorre abbastanza tranquilla tenuto conto anche del fatto che per "merito" della nuova ordinanza non possiamo usare fischietti, megafoni, tamburi e qualsiasi strumento di amplificazione sonora. Però abbiamo striscioni e cartelli. Siamo tranquillamente appoggiati al muretto all'inizio della via quando passa l'audi di una delle figlie di Giovanna Soprani, rallenta un attimo e se ne va. Esattamente 15 minuti dopo i carabinieri ci notificano "nuove disposizioni": non possiamo appoggiarci al muretto perchè "il proprietario non vuole". Chiediamo chi sia il proprietario e ci viene detto che questa è un'informazione riservata. Ci spostiamo, mettiamo tutti gli zaini per terra (mica vogliamo che ci denuncino ;-) Verso le tre del pomeriggio un'auto accosta. A bordo c'è un signore di 80 anni. Ci dice commosso che lui "è dalla nostra parte" e ci chiede se vogliamo dell'acqua fresca. In quel momento si avvicinano i carabinieri gli dicono di spostarsi dicendogli che ha già intralciato il traffico a sufficienza e di consegnare patente e libretto. Il signore accosta, scende e cerca i documenti. I carabinieri gli chiedono "cosa fa nella vita" il signore risponde "io ho 80 anni...secondo lei cosa faccio???". Noi non ci avviciniamo perchè loro sono proprio dentro via Fontaneto e a noi è vietato l'accesso. Insomma gli fanno un verbale e 68 Euro di multa. Nel frattempo i camion continuano a correre come dannati ben oltre il limite di velocità sulla strada provinciale e le auto che fanno sorpassi "tipo maranello" non si contano neanche più. Il signore di 80 anni se ne va, noi siamo stanchi e arrabbiati. Arrivando a casa apprendiamo che la Consulta ha deciso di bocciare la legge regionale antivivisezione in Emilia Romagna. La notizia è come un macigno che ci cade sullo stomaco ma la nostra reazione rimane la stessa, si continua con le proteste, adesso ancora di più.