Un minuzioso lavoro di intimidazione
Resoconto di un giorno dei 2 mesi d'assedio

Questo è il resoconto scritto da chi era presente quel giorno:
L'amarezza di un piccolo borghese non è tanto quella di immaginare la mafiosa complicità di politici e industriali intenti a devastare il Pianeta (complicità di cui vediamo solo gli effetti), ma quella di vedere  i loro scagnozzi in divisa comportarsi da picciotti prepotenti con i privati cittadini.
 
Il luogo: San Polo d'Enza.
La data: martedì 15 giugno.
Lo scenario: bordi di una strada provinciale.

Le dinamiche: camionisti che ti sfiorano, automobilisti che ti mostrano il dito medio, ciclisti che ti gridano: "Andè a lavorer", ma anche donne che ti mandano baci o che ti danno bibite fresche attraverso il finestrino. Oppure un signore che si ferma a darvi 10 euro e un altro, nello stesso pomeriggio, che parcheggia al di fuori della linea bianca tracciata sulla banchina, attraversa la strada con la mano tesa e dice: "Posso stringervi la mano?". Ed ecco che, subito, i militi si avvicinano incuriositi. E' per capire se l'uomo vuole fare a botte con i manifestanti; è quindi per difenderci da un'eventuale aggressione, penso ingenuamente. Ma i quattro carabinieri accompagnano l'uomo dall'altra parte della strada, gli chiedono i documenti e li chiedono pure a sua moglie che era rimasta zitta e buona in macchina.
Ora comincio a realizzare: lo stanno sanzionando. Lo puniscono per essere venuto a solidarizzare con noi. Fanno ai nostri rari "simpatizzanti" quello che noi facciamo ai fornitori della Soprani. Due di noi attraversano la strada per ascoltare da vicino, per assistere all'onesto lavoro delle forze dell'ordine, ma vengono rimandati indietro: in fin dei conti, intimidire la gente è pur sempre un'operazione di polizia. Non so perché, ma "Cile", è la parola che mi viene in mente. L'uomo protesta. Va a parcheggiare lontano e torna a fare due chiacchiere con noi. Ci racconta che ha fatto il '68 e che fa il volontario in un canile lombardo. I carabinieri avranno, da oggi, nei loro archivi, due pericolosi delinquenti in più.
Il compito per casa: scrivere al vicesindaco di S. Polo d'Enza (rieletto) una letterina di ringraziamento per essersi tanto preoccupato, il 17 settembre 2002, dei quattro posti di lavoro dell'azienda Morini, chiedendo al capo-cosca Don Girolamo Sirchia se la legge regionale n. 20 del 1.08.02 era in sintonia con la Costituzione. Come sapete, Don Girolamo risposte che ci avrebbe pensato lui, a rimediare al pasticcio della giunta regionale dell'Emilia Romagna, cosa che si è puntualmente verificata pochi giorni fa con la sentenza della Corte Costituzionale