Quando la lotta corre anche su due ruote
decine di chilometri in bici portando il messaggio di Chiudere Morini

Mercoledì 2 giugno una quarantina di attivisti si sono ritrovati muniti di potenti mezzi a pedali per una biciclettata contro la vivisezione e l'allevamento Morini.
Volanti della polizia e dei carabinieri hanno gironzolato fin dall'inizio nella piazza di ritrovo, facendo anche domande per saperne di più, ma ricevendo ben poche risposte. Una delle auto ha poi seguito pedalata dopo pedalata gli eroici attivisti fino a Montecchio Emilia.

La biciclettata ha attraversato la città avanzando come una brigata in carica, mostrando cartelli legati ai propri mezzi, utilizzando fischietti e megafoni, ma soprattutto scandendo continuamente cori e slogan contro la vivisezione e la presenza di Morini nella provincia di Reggio Emilia.

Una situazione che ha molto incuriosito i passanti, che più volte hanno chiesto di cosa si trattasse e hanno ricevuto volantini informativi.

La brigata in bici ha poi proseguito nella sua marcia verso San Polo, macinando 20 kilometri come niente fosse.

Prima dell'arrivo a san Polo purtroppo dal gruppo alcuni attivisti si sono dovuti staccare, essendo questi banditi dal paese e rischiando pene detentive soltanto osando varcare la soglia del feudo governato dai devoti di Giovanna Soprani.
La loro voce però è stata ampiamente compensata da tutti quelli che hanno proseguito, arrivando davanti all'allevamento per continuare a dire la propria sulla vivisezione e il mercato di Morini, e portando tale voce fino a casa di Marta Morini e di alcuni dipendenti del lager.
La massiccia presenza di polizia davanti all'allevamento non ha potuto fermare la lotta su due ruote, che più volte ha fatto lentamente passaggio davanti all'allevamento.

Al ritorno la biciclettata ha fatto un passaggio ampio per il centro di Reggio, per poi sciogliersi e darsi appuntamento a breve per un altro assalto al feudo Morini!