Vogliamo in questo spazio dare informazioni sul corteo del 20 novembre e sui brutali pestaggi effettuati alla fine dalla polizia.Vogliamo offrire una visione che possa chiarire quanto accaduto e da lì trarre l’unica conclusione possibile: Morini deve chiudere, e da questo momento la rabbia e la determinazione del movimento per la liberazione animale non possono che aumentare!


UNA FORZA CHE NON POTRANNO FERMARE

Sabato 20 novembre a San Polo d’Enza per il corteo contro Morini sono arrivati centinaia e centinaia di manifestanti da ogni parte d’Italia, ma anche da altre nazioni come Germania, Austria, Olanda, Svizzera e Spagna. Un appuntamento a cui anche secondo le stime dei quotidiani e della questura hanno partecipato circa 1500 persone. L’ennesima dimostrazione di un movimento di liberazione animale in crescita e oramai abbastanza maturo.

E’ la terza volta di fila che la campagna Chiudere Morini riesce a funzionare come catalizzatore della rabbia antivivisezionista in Italia, e che il paese di San Polo d’Enza diventa meta di così tante individualità con il comune denominatore di lottare contro lo sfruttamento animale e la vivisezione, e in particolar modo contro questo allevamento da cui continuamente gli animali partono verso i laboratori di tortura.
In questi due anni la campagna non si è mai fermata, non è diminuita nei numeri e nell’intensità, e ha dimostrato di saper reagire a tutte le manovre repressive con cui le forze dell’ordine hanno cercato di frenarla. Restrizioni, denunce, fogli di via, perquisizioni e indagini non hanno rallentato la corsa verso la chiusura dell’allevamento, e la ricca partecipazione al corteo di sabato ne è stata una ulteriore dimostrazione.

La crescita di un simile movimento radicale sta ovviamente preoccupando le multinazionali dello sfruttamento umano ed animale, i baroni della vivisezione, i meschini allevatori che mandano gli animali tra le mani di chi li deve torturare ed uccidere. A livello internazionale campagne di lotta contro la vivisezione o altre forme di sfruttamento degli animali stanno ottenendo ottimi risultati, e nell’insieme la preoccupazione della loro crescita e diffusione è altissima. Tanto alta quanto lo è ovunque la risposta repressiva da parte dei governi e delle forze armate al loro servizio.

Quello a cui abbiamo assistito sabato a San Polo d’Enza è esemplare di come vadano le cose in questa società: siamo liberi di pensarla come vogliamo fino a che non intralciamo i piani di nessuno, ma non appena la nostra voce risulta troppo stonata o le nostre azioni troppo fastidiose ecco che non tarda ad arrivare la mano dura della Legge, che sempre più spesso si presenta ben armata di manganelli.
Le cariche violente e a freddo con cui sabato i reparti della Polizia di Stato hanno attaccato il corteo, passando indistintamente sopra tutto e tutti, giovani, vecchi e bambini, e accanendosi nel pestaggio dei manifestanti, sono da vedere come un messaggio chiaro da parte delle forze dell’ordine. La lotta contro Morini è fastidiosa, va fermata ad ogni costo, il movimento che si batte con forza per la liberazione animale è una spina nel fianco di questa società, e gli interessi dell’industria che lucra sulla pelle degli animali non si devono toccare. Questo discorso è stato sintetizzato nel gratuito pestaggio di chi sabato è arrivato a San Polo per dare voce agli animali torturati nei laboratori.

Proprio in queste settimane verrà presa una decisione riguardo il divieto di effettuare presidi e manifestazioni contro Morini a San Polo d’Enza, proposta da rappresentanti e capigruppo della provincia reggiana della maggioranza (più precisamente DS, Comunisti Italiani e Margherita), e visto che non ci sono motivazioni che possano giustificare tale decisione, ecco che il piano adesso è chiaro. Se i manifestanti non creano seri problemi, come invece sempre paventato dalla stampa prima dei cortei, a questo giro basta inventarseli e creare un precedente che dia adito alla repressione e criminalizzazione del movimento. Una bieca mossa che è costata serie ferite a molti manifestanti, e che avrebbe potuto avere una fine molto più tragica visto come è stata preparata questa carica, senza alcuna via di fuga per i manifestanti.

La volontà chiara è di frenare la campagna, di scoraggiare ed impaurire tutti quelli che hanno partecipato per la prima volta al corteo, tutti quelli che da poco si sono avvicinati ad una lotta di liberazione animale senza compromessi. I loro manganelli al servizio dei potenti vogliono punire ed impaurire per avere disobbedito e optato per una lotta in difesa dei deboli.

Ma per i più questo comportamento avrà solo l’effetto di generare rabbia. Per chi sa quale è il destino degli animali prigionieri di Giovanna Soprani, vedere un plotone di 400 poliziotti armati a difesa di quel luogo di sofferenza può essere un’immagine di per sé chiara. Ma la determinazione con cui hanno caricato e pestato coloro che vorrebbero vedere il sorriso negli occhi di quegli animali e la fine di qualunque luogo di tortura, non può lasciare più spazio a dubbi.

La lotta contro Morini non si ferma qui. Adesso è il momento da parte di tutti di dare la migliore risposta a questa ennesima mossa repressiva: mostrare risolutezza e determinazione.

Se i manganelli e i pestaggi volevano chiudere un capitolo, per noi questo rimane aperto, e fino a che gli animali varcheranno quei cancelli diretti ai laboratori noi continueremo con la nostra azione. E siamo sicuri che avremo sempre tanti compagni di strada pronti a lottare… contro Morini fino alla fine! (torna su)


IL CORTEO: UN SUCCESSO E UNA GRANDE ENERGIA SPEZZATI DAI MANGANELLI

Sabato era il terzo appuntamento nazionale e internazionale a San Polo d’Enza dall’inizio della campagna Chiudere Morini. Questo corteo cadeva precisamente a due anni dalla liberazione dei 99 beagle da parte dell’ALF e dalla diffusione delle immagini foto e video che hanno mostrato a tutto il mondo la vergognosa realtà dell’allevamento di Giovanna Soprani. Dopo due anni in cui per l’allevamento non c’è stata tregua, con presidi continui e decine di ditte collegate che hanno deciso di tagliare i rapporti commerciali con Morini. Dopo due anni in cui gli attivisti che hanno messo il sudore della loro fronte e il loro tempo in questa causa si sono visti arrivare decine e decine di denunce, sono stati più volte minacciati dai carabinieri (anche con la pistola), hanno avuto perquisizioni a casa e processi e fogli di via. Dopo due anni non è passata la voglia di dire basta!

Il clima sulla questione a San Polo non è evidentemente mai stato rilassato, e l’anno scorso nei preparativi il corteo è stato paragonato con timore addirittura a Genova, con delusione dei media che avevano anche preparato una diretta in attesa di chissà quali scontri o devastazioni. Noi avevamo reso chiarissimo invece che ci interessava ben altro che mettere a ferro e fuoco San Polo, ed altro è stato fatto, senza problemi per nessuno. Quest’anno invece dai giornali locali quasi il silenzio: il corteo è stato appena nominato, senza creare alcun clima di tensione nella sua attesa.

Altra evidente differenza è stata notata nel “benvenuto” al corteo che negli anni passati prevedeva posti di blocco alle uscite dell’autostrada e a tutti gli ingressi di San Polo, con fermo, perquisizione e identificazione di tutti i manifestanti. Un filtro che invece quest’anno ha toccato pochissime persone, come a voler lasciar passare tutti senza problemi che poi tanto avrebbero pagato il conto dopo. Il numero di poliziotti e carabinieri impiegati è stato di circa 400 anche quest’anno.
Dette queste premesse il raduno ha visto una partecipazione numerosissima, con molti pullman da diverse città e macchinate di persone entusiaste di poter partecipare a qualcosa di grosso e di importante per la fine della vivisezione. Si pensa a circa 1500 persone convenute a San Polo appositamente contro Morini. C’è stato un vero e proprio assalto al banchetto del materiale informativo, segno che c’è interesse nel saperne di più e nel diffondere conoscenza sull’argomento e sulle lotte anche nelle proprie zone. Il tutto in un clima disteso, tranquillo, per molti quasi festoso. Con un certo ritardo sono cominciati i discorsi introduttivi, in cui si è fatto il punto della situazione riguardo Morini e si sono ricordati prossimi appuntamenti a venire. E’ stata inoltre letta una lettera di Sergio, attivista del Coordinamento in questo momento chiuso in prigione per una assurda montatura che parte da un’azione animalista nella città di Arezzo.

Poi il corteo è finalmente partito, cominciando a snodarsi tra le vie di San Polo con la solita energia degli slogan e dei megafoni. Con il microfono e l’impianto sono stati fatti dei discorsi in piazza, per ribadire agli abitanti di San Polo le ragioni della campagna e che anche loro potrebbero influenzare in qualche modo la fine di queste manifestazioni spingendo per la chiusura dell’allevamento, che continua a mandare animali a morire solo per una infantile ripicca nei nostri confronti. Nel frattempo alcuni volantini venivano distribuiti tra la gente. Per chi ha partecipato ai cortei degli anni scorsi il clima era lo stesso, molto bello, forte, e che ha trasmesso energia ai partecipanti. Forse paradossalmente meno teso dell’anno scorso, in cui il numero di poliziotti antisommossa e l’avvistamento di infiltrati mascherati nel corteo aveva creato molto più timore.

Passati nel centro di San Polo il corteo si è diretto verso l’allevamento, con i soliti slogan e la musica, con la voglia di arrivare davanti a quei cancelli di morte per urlare a pieni polmoni tutto il disprezzo per gli aguzzini che vi si nascondono. Una volta davanti, entrati nella via San Giovanni Bosco e allargatisi sul prato, tra le urla, gli slogan e i cori al megafono sono passati dieci minuti. I plotoni di poliziotti antisommossa sono davanti, di lato e anche dietro, chiudendo a tenaglia i manifestanti. Poi a freddo, senza nessun avvertimento o tentativo di dialogo con gli organizzatori, senza i tre squilli di tromba o i tre ordini di disperdersi del responsabile di piazza previsti dalla legge, parte una carica devastante da tutti i lati, a tenaglia. Non una carica di alleggerimento per disperdere eventuali facinorosi o sedare problemi, ma una carica ben studiata per fare male, schiacciare tutti senza via di fuga. Non a caso molti dei celerini tenevano il loro manganello al contrario per picchiare con il manico che è più duro e lacera la pelle. Chi è finito tra le mani dei sanguinari in divisa è stato indistintamente pestato, fosse giovane, vecchio, con una gamba rotta o perfino su di una carrozzella.

Come ci si può immaginare sono attimi in cui per i più è panico e terrore, nel disperato tentativo di fuggire dalle mani di questi pazzi assassini che lasciano corpi a terra e sangue sulle teste. L’unica fuga possibile viene trovata facendo crollare le recinzioni del cantiere di una casa di fronte all’allevamento, e correndo poi sul retro fino ad un’altra rete, che una volta scavalcata ha portato moltissime persone ad attraversare i binari del treno in corsa e al buio. Una fuga che se fosse passato un treno avrebbe creato una carneficina. Una fuga che se non fosse crollata la rete avrebbe potuto fare morti per soffocamento.
E poi hanno il coraggio di chiamare noi terroristi, per le nostre idee, o perché apprezziamo il gesto di chi prende una tronchese in mano e apre le gabbie agli animali imprigionati nei lager come Morini. Loro che armati di tutto punto massacrano una folla inerme, che inveiscono sui chi è riverso a terra, che spingono nel buio e nel terrore chiunque, facendo decine e decine di feriti.

Alla fine le cariche continuano, se ne contano cinque in tutto, e solo dopo un bel po’ quasi tutti riescono a tornare verso il paese, ben scortati e ancora provocati dal battere dei manganelli sugli scudi. Una piccola carica viene fatta anche nella piazza centrale di San Polo, spingendo i manifestanti verso il piazzale delle auto e dei pullman. Al passaggio dei reduci dalla mattanza poliziesca, sanguinanti, zoppicanti o portati in braccio, anche i cittadini di San Polo si rendono conto della gravità del momento, di cosa sia stato realmente fatto senza occhi che guardassero di fronte all’allevamento. Anche perché il corteo che avevano visto passare poco prima non aveva certo le caratteristiche per compiere alcun gesto giustificante tale violenza repressiva.
La carica era evidentemente premeditata, e qualunque scusa sarebbe stata buona per farla partire. Lo dimostra pienamente la disposizione dei plotoni e la risolutezza con cui hanno agito. Non è stato dato nemmeno il tempo di accorgersi che le cose si stavano mettendo male, né di prendere decisioni o discutere un attimo con i responsabili. Chi era lì e ha vissuto quel terrorismo non può trovare alcun gesto da parte dei manifestanti che lo possa giustificare. Se qualcuno non capendo la gravità della situazione ha fatto volare alcuni sassi e petardi sui robusti scudi della polizia, non è comunque assolutamente possibile che generi tanta foga distruttrice nei confronti di un corteo dove ci sono anche bambini, anziani, persone con stampelle o addirittura in carrozzina.

Quello che le forze dell’ordine al servizio della Soprani hanno ottenuto sono una cinquantina di feriti, di cui alcuni con fratture, e molte altre decine se si conta chi ha semplici lividi, abrasioni o graffi derivanti da manganelli tenuti all’incontrario. Ma non è bastato perché appena passata la prima carica si sono anche accaniti sull’auto che trasportava l’impianto, devastandola e spaccando i vetri per cercare di trascinare fuori il conducente, che per fortuna è stato poi gettato in mezzo agli altri senza conseguenze fisiche.

Almeno 6 persone sono state trasportate in ambulanza all’ospedale di Montecchio Emilia, mentre altre si sono fatte medicare in ospedali più lontani per non farsi identificare.Due persone almeno sono state fermate. Una rilasciata dopo qualche ora, l’altra in seguito ma con denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. Alla fine, tra l’amarezza, le ferite che si leccano e lo smarrimento, rimangono impresse scene che non si possono facilmente dimenticare e tanta tanta rabbia in corpo. (torna su)


TESTIMONIANZE

Abbiamo raccolto per ora alcune parti di testimonianze ricevute via e-mail da chi era presente sabato. Le riportiamo in maniera anonima per motivi di privacy. Qui escono fuori dettagli, squarci di quei momenti difficili, della rabbia e della paura. Inviateci la vostra testimonianza se avete vissuto esperienze diverse o avete particolari da aggiungere, in particolar modo se avete ferite ci teniamo a stare in contatto con voi per sapere come state. Scrivete a: chiuderemorini@libero.it


"Ho partecipato alla manifestazione del 20/11/04 contro l'azienda Morini e contro quell'ignobile pratica chiamata vivisezione nonostante fossi costretto ad usare due stampelle per via di un incidente in bicicletta riportato ad inizio novembre. Volevo parteciparvi a tutti i costi, nonostante le mie condizioni, perchè credo che la pressione contro luoghi infami come l'azienda Morini possa portare risultati concreti alla lotta per la liberazione dei nostri fratelli animali.
Il corteo era composto da numerose persone, vi erano padri con bambini, giovani, ragazzine con le loro madri, anarchici e non. Si respirava una bella aria durante il ritrovo prima della partenza. Eravamo determinati e convinti.
Parte il corteo, vengono scanditi cori contro la Soprani, qualcuno scrive sui muri slogan contro la vivisezione, si sente esplodere qualche petardo ma nulla di più.
Ripeto, nulla di più. Tutte queste cose non hanno mai ucciso nessuno, mentre l'industria e le lobby della sperimentazione animale mietono ogni anno milioni di vittime, tra esseri umani e non.
Tutto sembrava procedere come gli anni scorsi, tanto che fra me e me ho pensato subito che avevo fatto bene a parteciparvi nonostante le stampelle. Facevo un po' di fatica è vero, ma questa era altamente ripagata dalla gioia che provavo internamente perchè stavo facendo quello in cui credo.
Si arriva dinanzi a Morini. Non ero in prima fila, ovviamente per via delle mie condizioni, e quindi non posso dire con esattezza cosa sia successo di preciso. Mi hanno riferito che qualche manifestante ha lanciato alcuni sassi verso la polizia ma mi hanno anche detto che molte persone si sono subito prodigate per farli smettere, comportamento a mio avviso intelligente vista la presenza al corteo di persone che mai e poi mai avrebbero potuto resistere ad una carica della polizia.
Ma ripeto che queste cose non le ho viste con i miei occhi, per cui non le posso confermare con esattezza.
Ad un certo punto ho visto la gente correre indietro ed ho sentito delle urla :"Attenti, caricano!!!" Nella paura ho lasciato per terra le stampelle ed ho saltellato con una gamba sola cercando non so quale riparo, verso il furgoncino. Sono stato raggiunto da due manganellate alla schiena. Vedevo la gente, i miei amici impauriti, increduli, e vedevo loro, in divisa, urlare "Bastardi, troie".
Non so bene cosa ho provato, penso non esista un aggettivo che possa interpretare i miei sentimenti. Solo chi era lì con me lo sa cosa si prova. Paura, impotenza.
Nel frattempo ci avevano accerchiato, vista la presenza degli uomini in divisa sia all'entrata di via San Giovanni Bosco, sia da entrambe le parti della statale.
Moltissimi manifestanti erano accalcati contro le recinzioni della casa di fronte, penso di non esagerare quando affermo che qualcuno poteva rimanere ucciso nella calca.
Le recinzioni fortunatamente sono venute giù, la gente è scappata verso i campi, terrorizzata. Io ho pensato stupidamente di appoggiarmi al muro di quella casa.
Non avrei potuto scappare, non potevo correre, non sapevo cosa fare. La polizia si è avvicinata a me. Giuro, erano a due metri da me, gli ho urlato con tutto il fiato che mi rimaneva: "Ho una ferita alla gamba, per favore lasciatemi stare!" Non so se mi abbiano sentito o meno, so soltanto che sono cominciate a piovermi addosso manganellate. Erano in due che mi picchiavano, io ero rannicchiato su me stesso che mi riparavo la testa. Mi avranno colpito 15 volte. Qualche manifestante (penso due, un ragazzo e una ragazza) si è avvicinato per aiutarmi ma ha ricevuto lo stesso trattamento.
Quando si sono stancati di suonarmele ho trovato la forza di alzarmi e di correre saltellando il più lontano possibile. Ho chiesto aiuto a due ragazzi, non potevo farcela da solo, senza stampelle e tutto sanguinante. Loro mi hanno preso sotto le braccia e sotto le gambe e mi hanno portato via, dietro a noi la polizia caricava di nuovo, inseguendoci. Io dicevo ai miei soccorritori: "Non lasciatemi vi prego, se mi lasciate quelli mi ammazzano". Loro mi rispondevano: "Non ti preoccupare, non ti preoccupare."
A questi ultimi e a tutte le persone che mi hanno in qualche modo aiutato o confortato non so cosa dire, rischire la propria pelle per uno che neanche conosci...
Mi avete salvato da conseguenze ben più gravi. Vi abbraccio forte. A tutte le persone che in un modo o in un altro si sono prodigate per soccorrere qualcuno voglio dire una cosa: finchè i sentimenti di reciproco aiuto saranno tra di noi così saldi e determinati penso che niente potrà scalfire la nostra lotta.
Non è con le botte che ci fermeranno.
Fortunatamente la mia brutta avventura è terminata qui. Solo dopo molto tempo sono riuscito a riabbracciare gli amici più stretti, ci siamo ritrovati nel parcheggio da dove il corteo era partito ed abbiamo contato i vari danni: ho visto moltissime persone sanguinanti e sentivo da lontano il suono delle sirene delle ambulanze.
Dopo mi hanno accompagnato all'ospedale, dove sono rimasto fino a notte fonda.
Risultato: due punti di sutura alla testa all'altezza del cuoio capelluto, sopracciglio sinistro sbragato (mi hanno dovuto incidere la carne senza anestesia perchè in quel punto avevo il piercing, la barretta metallica si è addirittura piegata), mano sinistra fratturata (quinto metacarpo). Trenta giorni di prognosi.
Ad altri è andata addirittura peggio.
Concludo dicendo che, anche se è la prima volta che assisto ad una carica della polizia, e perciò la mia "esperienza" in eventi del genere è molto limitata, penso che fosse voluta, o comunque premeditata. Me lo fa pensare il posizionamento che hanno avuto le forze dell'ordine, mirato ad accerchiarci preventivamente.
Me lo fa pensare il fatto che abbiano reagito con tanta violenza per pochi sassi, quando avevano benissimo visto quale era la gente che partecipava al corteo, anche bambini e signore ripeto, e comunque tutta gente che non avrebbe mai resistito a cariche di quella imponenza, e loro questo lo sapevano.
Un ultima cosa: non voglio fare l'eroe, ma mentre in ospedale mi cucivano, non so per quale ragione mi sono venute in mente le centinaia di atroci immagini di vivisezione che tutti ben conosciamo e mi sono venuti in mente gli animali, cani o topi che siano, che quotidianamente subiscono trattamenti ben peggiori di una incisione senza anestesia. Con la differenza che loro non hanno una razionalità che possa fornirgli una spiegazione sul perchè debbano continuamente ricevere torture, botte nei laboratori

E' per far terminare tutto ciò che noi eravamo a San Polo.
E' per far terminare tutto ciò che io, appena starò meglio, tornerò a San Polo.

Botte o manganellate che siano, non ci fermeranno.
Non ci fermeranno mai."


“…Poi tutti sono scappati, io non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, sono caduta, un ragazzo mi ha aiutato a rialzarmi, dopo un po' mi sono ritrovata schiacciata contro la recinzione del negozio, la recinzione è caduta, siamo corsi verso la ferrovia,saltato una rete alta circa due metri , arrivati sulle rotaie e scappati nei campi. Quando abbiamo potuto fermarci ci siamo accorti che uno di noi era pieno di sangue , non riusciva a parlare ed aveva un polso gonfio, mentre mio figlio stava svenendo a causa delle manganellate e dei calci presi dagli sbirri. Al primo sono stati dati dei punti in testa, fasciata la mano e quarant'otto ore di ossrvazione. A mio figlio è stato steccato il dito e messo sotto osservazione per quarant'otto ore. Io sono tutta rotta,ma non mi sento di incolpare nessuno, le cose sono andate così perchè già stabilite dalla questura tempo prima. Ragazzi, voi siete grandi, siete forti, siamo forti, non ci fermeremo di fronte a queste intimidazioni, perchè abbiamo la forza dei nostri ideali, come diceva Augusto, "NON SI UCCIDONO LE IDEE, LA SPERANZA RESTA"….”

“…alcuni hanno udito questa frase del dirigente della polizia davanti all' allevamento: CARICATELI ANCHE SE NON FANNO NIENTE. Altro che sassi quelli volevano farcela pagare per due anni è più di proteste instancabili. Risultato: è stato picchiato chi non poteva scappare: il ragazzo con le stampelle, la tipa sulla sedia a rotelle, e la madre con in braccio la sua bimba. Morini chiuderà.”

"...Quando chi lanciava i sassi si era ormai portato in fondo e non stava succedendo più niente tranne qualche slogan urlato contro morini e la proprietaria Soprani i carabinieri hanno pensato bene di caricare le persone pacifiche che erano rimaste davanti al corteo. Il corteo ha iniziato a disperdersi e i carabinieri hanno pensato che potevano continuare a manganellare le persone che erano rimaste isolate, poi si sono finalmente fermati ma continuavano ad avanzare, allora una parte del corteo ha creato una barricata con cancelli da cantiere trovati dove i carabinieri ci avevano spinti, ma questo non è bastato a fermarli, infatti i carabinieri hanno caricato per la terza volta, e indifferenti hanno manganellato un bambino di 4 anni, una ragazza sulla sedia a rotelle e chi voleva proteggere il proprio cane.

Per il corteo si vedeva gente con gambe, mani e teste rotte, e nonostante questo le forze dell'ordine non facevano passare le ambulanze che erano arrivate e c'è voluto un quarto d'ora prima che i feriti potessero essere caricate in ambulanza o soccorsi."


"... due ragazze hanno ricevuto il medesimo trattamento, ovvero una manganellata in piena faccia, spaccando ad entrambe gli occhiali e causando contusioni; una ragazza ha preso una manganellata sul collo, ma per fortuna senza eccessivi danni. Fra gli altri, un po' di contusioni e graffi dovuti alla fuga e allo schiacciamento contro case, cancelli eccetera per la gran massa di manifestanti in panico. Io mi sono solo fatto un po' di male alla coscia, proprio per questo motivo."

"...Allora, sono stata testimone di un'aggressione bella e buona. 4 contro 1. Braccato placcato e manganellato. Sono poi andata a soccorrerlo e sanguinava dalla testa e aveva forse una mano fratturata o comunque contusa. La carica e partita sui tre fronti lasciando solo 1 via di fuga alle nostre spalle che pero' ci portava dentro un campo che sfociava in una strada chiusa...."

"...Scrivo poco perché posso usare solo una mano, nella sin. devo avere un dito rotto, domani farò le lastre. Io ieri le ho prese, e l'unica "giustificazione" che ho trovato x questa assurda carica è che, a differenza delle altre volte, ieri ho visto volare un gran numero di sassi verso la polizia. Sarà stato quello? O sarà che avevano già deciso tutto a tavolino e sassi o non sassi ieri doveva finire così? "

"...Dopo 24 ore sono ancora sotto choc, io non mi sono fatta visitare all'ospedale ma abbiamo solo aspettato che venisse dimessa la nostra amica, quella colpita piu violentemente. Al Pronto Soccorso ho visto ragazzi e ragazze di tutta Italia feriti, fratture al viso, ai polsi, alle mani,alle caviglia, tagli piu o meno profondi, contusioni varie. Non e' la prima volta che partecipo ad una manifestazione animalista ma di sicuro e la prima volta che vedo sfociare tanta violenza! L'impressione che ho avuto io e stata quella che le forze dell' ordine abbiano voluto impartire una dura lezione ai manifestanti, forse nell'intento di dissuaderli dal ripetere queste esperienze, visto che si protraggono ormai da due anni, e anche quella di incutere paura, anzi no terrore nelle persone. Al nostro gruppo hanno preso tutti i documenti . Io sono andata a manifestare perche' credo nella causa ma quello che ho visto mi ha sconvolto e credo assolutamente che ci sia stato un comportamento quanto meno ingiusto nei confronti dei manifestanti, almeno di coloro che lo hanno fatto pacificamente...."

"... al nostro tentativo di andarcene ci siamo visti arrivare addosso i carabinieri che erano dietro di noi , ci hanno chiuso ogni via di fuga tanto che siamo dovuti scappare per i campi abbattendo due recinzioni e scavalcando la ferrovia, il fratello di mia moglie che ha alzato le mani in segno di resa è stato raggiunto da i manganelli alla testa è caduto e sopra di lui si è formato un nuvolo di agenti che lo prendevano a calci e manganellate,risultato due punti di sutura in testa i due polsi tumefatti dal gonfiore costole e mascella doloranti per i calci, nostro figlio ha preso tre manganellate in testa e gli hanno rotto un dito..."

"--Tensioni ne avevamo già viste altre volte a San Polo. Però stavolta la gente era corsa indietro davvero in massa, scappavano da una carica che non doveva essere la solita carica intimidatoria, per farci arretrare un po'. Non capivo cosa diavolo stava succedendo là davanti. Però evidentemente i poliziotti lì dietro a me lo capivano.

Sembrava già tutto scritto. Hanno cominciato ad agitarsi. Poi sono partiti. Uno ha dato il tempo, battendo con il manganello sullo scudo. Così sono partiti marciando e picchiando con il manganello sugli scudi, verso i manifestanti. Non c'era motivo. Lì nessuno li provocava, avanti si vedeva solo gente disorientata, che tentava di disperdersi.. Ho visto gente che scappava per i campi, inseguita dalle squadre della polizia. Io continuavo a non capire. Ma non erano lì per mantenere l'ordine?"


"..Ho visto due ragazzine violentemente pestate a terra, e poi nuovamente colpite in volto da agenti che "ci ripensavano" e davano loro "un'ultima lezione con lo scarpone". Ho visto e sentito un agente presumibilmente di qualche grado superiore letteralmente "sciabolare" con il manganello sui manifestanti che cercavano di scappare, e contemporaneamente pronunciare "TA!-TA!-TA!"..."

"...Lui e' stato menato prima di me, sono rimasta scioccata da come gli si sono accaniti contro, e insieme ad altre due persone ho tentato di aiutarlo, sanguinava tantissimo... gli ho pulito il viso come potevo con l'acqua poi due ragazzi l'hanno sollevato e portato via di peso, io ho raccolto la sua stampella ma non sono riuscita ad essere abbastanza veloce e mi hanno raggiunta, dato una prima manganellata in testa che mi ha causato la ferita in fronte e buttata a terra, e poi il resto, credo di avere visto almeno 6 o 8 stivali e sentito un bel po' di colpi alla testa...

Il mio referto ospedaliero dice che ho:

trauma cranico non commotivo (non sono svenuta ma sono piena di bernoccoli in testa)
ferita locale in regione frontale dx (mi hanno dato una manganellata in fronte x sbattermi a terra, la chirurga plastica ha detto che si vedeva l'osso, ho punti interni ed esterni)
ematomi al cuoio capelluto (credo di aver contato almeno 5 o 6 manganellate in testa, ma nn lo so, speravo solo che non mi si rompesse, anche se mi dicono sempre che ho la testa dura :) )
trauma contusivo del rachide cervicale (lieve spostamento tra vertebra c5 e c6, raddrizzamento di cervicale)
frattura scomposta falange intermedia quinto dito mano sinistra (mi hanno operato d'urgenza stanotte ma senza risultati, sono in attesa qui a torino che qualcuno mi operi il prima possibile, devono ricostruirmi l'ossicino del mignolo infilandomi i chiodi dentro, e prima si fa meglio e' perche' si sta gia' calcificando)
ematomi vari sulle mani (mi sono coperta la testa con le mani, ergo frattura e lividi)
trauma contusivo addominale chiuso (credo di avere preso un calcio in pancia ma non me lo ricordo, comunque mi hanno ecografato tutto l'addome e sono a posto)..."


"Ero in prima fila quando la carica della polizia è scattata. Non me ne sono nemmeno reso conto. Nessun avvertimento, nessun preavviso. Sono stato raggiunto al viso da una manganellata. Poi, crollato a terra, sono stato ripetutamente colpito con altre manganellate e calci in testa e su tutto il corpo. Alcuni agenti in borghese mi hanno sollevato e hanno cominciato ad insultarmi e minacciarmi. Mi hanno chiesto i documenti, che ho subito esibito, infine mi hanno accompagnato ad una macchina della polizia, tra insulti e strattoni. Due agenti in borghese sembravano in preda ad una crisi isterica. Uno, urlando in napoletano, sembrava avesse gli occhi fuori dalle orbite. Ho chiesto ad un ufficiale se pensasse di avere la situazione sotto controllo, quale tipo di ordine le forze dell'ordine stessero garantendo, e se gli sembrasse normale un comportamento simile da parte dei suoi colleghi. Tralascio la risposta perchè ho pietà nei confronti dei malati di mente.
Insieme ad un amico, anch'egli colpito, siamo stati messi, e tenuti in macchina, per un paio di ore, senza peraltro sapere nulla di ciò che era accaduto a tutto il corteo. Sono potuto scendere solo per chiedere del ghiaccio ad alcuni infermieri, visto che il viso si era gonfiato e la testa mi doleva molto. Poi, sempre in auto, sia io che l'altro ragazzo svizzero siamo stati portati in piazza, dove siamo stati trattenuti un'altra ora. Dovevamo andare alla toilette,ma ci è stato negato. Il mio amico è stato infine rilasciato, io invece sono stato portato alla caserma dei carabinieri di San Polo d'Enza e denunciato per "resistenza a pubblico ufficiale". L'unico denunciato, mi è stato detto da un agente. Mai stato così orgoglioso di me stesso.
Inutile precisare che non ho resistito in alcun modo.
All'ospedale mi è stato diagnosticato un trauma cranico, otre a lesioni lacero contuse e contusioni in vari parti del corpo. Nulla in confronto a quello che è successo ad altri. Nulla, soprattutto, in confronto a ciò che succede agli animali destinati ai laboratori.
Vorrei precisare che giustificare, seppure parzialmente, l'agire della polizia perchè ha ricevuto qualche sasso, peraltro andato a vuoto e lanciato da pochi soggetti che non erano certo a viso scoperto, è inqualificabile. Fa male doverlo precisare.
Essere denunciato dalla polizia italiana per avere manifestato contro la vivisezione è un onore. Se questi picchiatori mafiosi travestiti da forze dell'ordine pensavano di avermi intimorito, hanno fatto male i loro conti."

"Sconvolgente è dire poco! Mi trovavo con le mie amiche poco distante dal cordone di polizia davanti all'allevamento Morini quando improvvisamente i poliziotti ci hanno caricato e abbiamo iniziato a correre. E' vero ... c'era un gruppo di ragazzi che lanciava oggetti e petardi ma la reazione della polizia mi è sembrata alquanto eccessiva anche perchè avrebbero potuto, se solo avessero voluto, usare altri metodi. Ho perso subito le mie amiche e mi sono trovata schiacciata dalla gente. Mi sono voltata e ho visto i poliziotti che picchiavano chiunque senza ritegno. Una mia amica durante la fuga è caduta ed il suo ragazzo le si è buttato addosso per difenderla e subito i poliziotti li hanno picchiati selvaggiamente. Sono riuscita a scappare e nascondermi all'interno di un cortile ed ho visto una ragazza con il naso rotto ed il volto coperto di sangue. Non sapevo cosa fare, dove andare ... Che brutta sensazione! Poi sono arrivati i poliziotti che ci hanno intimato, gridando come pazzi, di uscire immediatamente dal cortile. Si è poi formato un cordone di poliziotti che ci teneva sotto controllo e uno di loro mi ha intimato con il manganello di arretrare. Intorno a me c'era gente ferita, sconvolta, disperata.... Dopodichè molto lentamente abbiamo ripreso il cammino verso la piazza. Non dimenticherò mai!!"

"..Quello che vorrei qui scrivere è un GRAZIE INFINITO a quell'uomo più o meno mio coetaneo, ferito alla testa e smarrito, che, sfidando gli schieramenti della polizia che erano alla fine di tutto il corteo, quando già la paura e il panico facevano da padroni, mi ha aiutata ad allontanarmi da quella situazione fantascientifica che si era in un lampo creata ribaltando quella che doveva essere una dimostrazione pacifica in vera guerra!!!
Davvero in un secondo non si è capito più niente....tutti correvano, tutti urlavano, tutti scappavano.....
Quanto spavento!!!
Quanta paura!!!
Quanta violenza ingiustificata!!!
Sono una persona tranquilla, adulta, come tante ce n'erano sabato, venuta alla manifestazione perchè assolutamente contraria alla vivisezione in quanto pura barbarie, violenza ingiusta e gratuita, presente perchè i "nostri" animali non possono difendersi da soli!!
E sono finita in gabbia anch'io, senza via di scampo, senza difesa, così come uno dei tanti beagle che vorrei vivesse libero e non torturato....
Ma gli angeli custodi esistono e risuciremo un giorno ad aprire tutte le gabbie ed i cancelli....."

"Questa volta ne abbiamo prese e tante, senza ombra di dubbio! Ma finché avrò fiato per respirare continuerò a gridare la causa in cui credo. Non lo faccio per soldi, non lo faccio per la gloria, lo faccio per amore. Altrimenti non avrei il coraggio di guardare negli occhi gli animali che ogni giorno mi accolgono con fiducia a casa, e mi danno il loro amore senza chiedere nulla in cambio! Ed ogni volta che li stringo forte a me, mi danno la carica e l'energia necessaria a capire che sto facendo la cosa giusta!
Finché ci sarà un animale maltrattato o abusato io sarò li a difenderli, costi quel che costi! Se pensavano di intimidirmi con il loro fare da stato medievale dittatoriale, si sbagliano di grosso. Torneremo alla carica ancora più forti e compatti di prima!"

"..parlare di lanci di sassi è secondo me inutile, non perché non ci siano stati ma perché non contano, l'attacco era premeditato (non potrebbe in nessun altro modo svolgersi un attacco se non organizzandolo prima) c'erano picchiatori in polizia venuti da lontano, venuti apposta per picchiare, hanno organizzato una carneficina e l'hanno ottenuta, il lancio di sassi, che dire... qualcuno conosceva una sola persona che ha lanciato un sasso? qualcuno può garantire della buona fede animalista di una sola di quelle persone?
no, perché non sono animalisti, non sono neanche manifestanti, sono solo prezzolati, così li chiamavano una volta e così li dovrebbero chiamare oggi... perché così si chiama chi viene infiltrato dalla polizia in un corteo per creare gli alibi per le carneficine....
che schifo!"

"...sono un giornalista di 32 anni e ho partecipato alla manifestazione con la mia compagna e una nostra amica, una ragazza di 16 anni. Eravamo andati là
per manifestare un dissenso pacifico e ci siamo trovati in zona di guerra.
Quando è partita la prima carica non avevamo vie di fuga. Chi si è avvicinato alla polizia che era alle nostre spalle ha visto agitare minacciosamente i anganelli. Più volte io e altri abbiamo detto "vorrei solo tornare in paese e andare a casa". Mi è stato risposto, urlato in faccia, "si allontani, vada di là". Mentre "di là" caricavano. Ci davano del lei mentre ci pestavano.

Un ragazzo davanti a me, alto, robusto, con la barba, spalle alla polizia gridava: "state calmi, non lanciate niente e arretrate". Un poliziotto gli è arrivato alle spalle e lo ha colpito alla testa con un manganello. Poi la rete alle mie spalle ha ceduto, sono scappato e non l'ho più visto.

Nulla giustifica quanto accaduto sabato a San Polo d'Enza. Nemmeno se ci fosse stato un lancio di molotov la polizia ha il diritto di picchiare. Arrestare sì, non massacrare. La nostra amica di 16 anni è tornata a casa terrorizzata. Ma ha trovato la forza di dire: "sono contenta di essere venuta. Ci sono cose che è
importante vedere."

"Ho assistito a diversi episodi sabato a s.polo ... durante il corteo uno sbirro ha "accarezzato" il viso di un manifestante che si era spostato a lato , non credo fosse un gesto d'affetto ... molto probabilmente una minaccia.
Quando è scoppiato il casino davanti a Morini io ero con la sorellina del mio ragazzo che ha 16 anni e non potevo permettere che le facessero del male, allora siamo scappate nel giardino della villa accanto all'allevamento , dopo un pò ho pensato che se gli sbirri ci trovavano lì dentro ci avrebbero anche uccise dato che essendo nascoste nessuno poteva vedere quel che poteva succedere... così , vedendo che alla nostra destra tutto sembrava tranquillo abbiamo tentato di scavalcare il cancello , ma due "signori" ci sono venuti incontro con aria minacciosa : sbirri.
Stando a debita distanza ho fatto vedere loro che la ragazzina era terrorizzata cercando di spiegargli che volevo solo portarla via ; gli stronzi hanno risposto che se se ce ne volevamo andare dovevamo fare il giro e passare quindi sotto il manganello dei colleghi.
Ero confusa e spaesata , non mi ero resa conto che il posto su cui stavamo uscendo era proprio l'ingresso del Morini... a qualche metro , lontani da "occhi indiscreti" tre o quattro sbirri massacravano un ragazzo ...
L'unico modo era davvero quello di passare sotto il manganello dei poliziotti invasati... ci siamo fatte coraggio e siamo scappate fuori , per fortuna illese , e ci siamo messe a lato dove i Carabinieri 'mantenevano l'ordine'.."

"Ciao a tutti...sono una di quelle che sabato e'riuscita a fuggire dalla trappola ben studiata (saltando staccionate e protezioni in ferro) proprio mentre i nostri"cari"PROTETTORI DELLA LEGGE si riscaldavano le mani.
Per fortuna ne'io ne'la persona che stava con me abbiamo riportato ferite corporee, per quanto riguarda il mio animo i danni ,invece,sono stati parecchi....non avevo mai assistito con la mia pellaccia a tali soprusi violenti e indistinti...mentre fuggivo pensavo alla quantita'di mamme e bambini che durante la manifestazione avevo sentito gridare con tutta la loro forza....ho sperato che tutti fossero riusciti a fuggire..ma intanto vedevo saltar fuori dal bordello le prime persone con le teste spaccate e completamente in panico..ho provato tanto schifo e tanto dolore,ma tutto'cio'e'servito a far accrescere la mia rabbia e la mia determinazione.
Sono contente di esserci stata sabato e di avere visto con i miei occhi..in caso contrario non avrei mai saputo nulla,o forse avrei letto un piccolo trafiletto sul giornale in cui "le forze dell'ordine avrebbero caricato alcune volte una ventina di manifestanti che tiravano pietre e bottiglie"..."

"ciao ragazzi, scrivo da rimini. anch'io sabato le ho prese, malgrado fossi "armata" solo di cartello e fischietto. io ero sotto gli alberi, fra la stradina e il prato, quando ho visto che tutti correvano indietro sono scappata, ma la mia corsa è finita sull'altro lato della stada davanti alla recinzione arancione che tutti cercavano di tirare giù. io mi sono accucciata con le mani sulla testa e mi hanno picchiata così, in testa, sulle spalle. poi anch'io sono scappata per i campi.
ho rimediato una frattura articolare all'anulare sinistro, nonché varie contusioni....(...)

ps. un dito rotto complica la vita quotidiana ma non ferma la lotta!!"


"Desidero segnalare un caso particolarmente efferato ed odioso di brutalità poliziesca durante la manifestazione.
Uscito dalla calca in cui sono stato coinvolto in seguito alla prima carica, mi sono trovato di fronte la ragazza ferita alla testa che compare in foto piccola sulla Gazzetta di Parma e su Indy.
La poveretta aveva gli occhi sbarrati e la mano tesa meccanicamente davanti a sé; appena l'ho presa per scuoterla dalla sua catatonia, mi sono trovato la manica della giacca imbrattata di sangue, che le era colato dalla testa su cui aveva un profondo spacco.
Non dava segni di rispondermi né di riuscire a muoversi e non riuscendo a farla sedere, ho cercato di farla appoggiare al muro di una vicina casa; invano ho chiesto aiuto - vicino a me la gente fuggiva per ripararsi dalle violenze, ma c'erano anche persone (presumibilmente del paese) che assistevano distaccate.
Nel mentre un celerino ci si è avventato addosso - gli ho urlato di fermarsi, che così la ammazzavano. Non poteva non vedere la ragazza e la sua ferita, lo spiazzo era illuminato da un lampione e dalle luci delle camionette. Ciò nonostante ha cercato lo stesso di colpirci selvaggiamente. Mi sono frapposto, poi ne sono arrivati altri e, correndo il rischio di essere intrappolato tra loro e il muro e massacrato, mi sono aperto in qualche modo la strada a lato, finendo colpito da due manganellate alle spalle (allego una foto).
Da lì ho raggiunto altri compagni nei campi, mentre su chi era rimasto a terra si scatenava l'orgia sanguinolenta poliziesca...

Contro Morini, i suoi sgherri ed il silenzio e le connivenze delle istituzioni fino alla chiusura, fino alla fine!"


"...Dopo la prima carica della polizia io e delle mie amiche ci siamo ritrovate nel cortile della casa di fianco, e immediatamente mi sono trovata davanti
una ragazza a cui probabilmente era stato rotto il setto nasale, aveva la faccia sporca di sangue e l'ho accompagnata nelle retrovie dove ha trovato
una sua amica, io invece ho trovato un'altra delle altre mie compagne di cui una piangeva poichè essendo caduta era stata travolta dalla folla e si è
fatta male ad un ginocchio, subito ho chiamato. Chi stava bene e chi non trovavamo più, un mio compagno ha un livido di manganello sull'avambraccio, mio fratello dei tagli sulle braccia che si è procurato con altri manifestanti cercando di fuggire squarciando delle recinzioni.
Alla seconda carica sono caduta a terra e se quel ragazzo, che ringrazio con tutto il cuore, non mi avesse tirato in piedi sicuramente la polizia avrebbe
picchiato anche me.
La ragazza di mio fratello (17 anni) ha ricevuto 3 manganellate in testa da cui usciva il sangue e le falangine di 2 dita rotte.
Un'altra mia amica invece alla prima carica è svenuta dopo essere caduta e al suo risveglio c'erano 4 poliziotti contro una ragazza di 18 anni inerme
per terra che la manganellavano dicendole: "TROIA MUORI!". Ha trovato qualcuno che l'ha riaccompagnata a ferrara dove, dopo le lastre è risultato
che aveva il metacarpo di una mano fratturato e le è stato ingessato tutto il braccio mentre ha ancora l'altra mano molto gonfia essendosi così
protetta per quel che riusciva la testa.

Ciò che è successo sabato è a dir poco scandaloso, cercano di spaventarci ma questo alimenta ancor di più la nostra rabbia e la nostra voglia di
manifestare. Noi del Dazdramir siamo pronti a scendere ancora nelle strade al vostro fianco, noi e molti altri che in quel giorno non sono venuti."

"...A pochi metri da noi il caos, una valanga di carne pesta si attorcigliava sotto i colpi del bastone, inerme, convulsa. Ho sentito lo stomaco che si stringeva, ma ha vinto il terrore negli occhi della mia ragazza, sono rimasto con lei, mi sono risparmiato qualche livido al prezzo di tanta rabbia e frustrazione. Cerco di pensare, la situazione non è certo delle più tranquille. Siamo in 5/6 all'imbocco del campo, ci sono anche due anziani paesani che si erano appostati dietro i blindati per godersi lo spettacolo. Pochi minuti, forse tre, e un gruppo di guardie a passo di danza imbocca la stradina nella nostra direzione. Via cazzo rapidi, ed è subito corsa campestre ad ostacoli. I nativi sono stati passati a fil di manganello, non hanno fatto in tempo a mostrare il certificato di residenza...."

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FOTO

Una avvertenza: tutti i partecipanti sono stati ampiamente filmati e fotografati da personale della polizia e dei carabinieri appostato nelle case o nelle piazze, una schedatura che avviene a qualunque iniziativa di protesta di qualunque movimento. Sappiamo che probabilmente anche vicino all’allevamento erano state piazzate telecamere tra gli alberi o sulla casa in costruzione. Questo non toglie però che eventuali gesti individuali di autodifesa durante la carica non siano stati documentati, gesti che tutti condivideranno ma che per assurdo in una brutalità del genere possono portare ad una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale!
Pertanto siete invitati ad inviarci foto o filmati, ma SOLO se non possono compromettere nessuno. Lo stesso criterio vi invitiamo ad adottare per la pubblicazione di foto e filmati su altri siti.
Scriveteci via e-mail a chiuderemorini@libero.it

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