Da quattro mesi si è costituito spontaneamente un coordinamento per chiudere Morini nato per volontà di singoli individui e associazioni che si riconoscono nell'obiettivo comune. All'interno del coordinamento non esistono né gerarchie né tantomeno presidenti. L'obiettivo che ci siamo prefissati è quello di far chiudere uno dei più importanti allevamenti di animali destinati alla vivisezione in italia: Stefano Morini S.A.S.
La scelta di Morini come nostro obiettivo, è stata dettata dalla particolare condizione in cui l'allevamento si è venuto a trovare negli ultimi mesi. Il lavoro svolto da alcune associazioni animaliste, dopo il sequestro di 56 cani beagle avvenuto negli ultimi giorni di maggio a Bolzano, ha portato alla conoscenza generale la realtà della tratta degli animali verso la morte nei laboratori.
La vivisezione sugli animali, oltre ad essere inutile e dannosa per la salute umana, nasconde un altro importantissimo aspetto: la frode. Il motivo per cui essa continua ad essere praticata è il profitto delle multinazionali chimico-farmaceutiche, dei baroni della medicina e di tutti coloro che traggono guadagno da questo business come l'allevamento Morini. La sperimentazione sugli animali giustifica l'immissione di nuovi prodotti chimico-farmaceutici sul mercato, dando così l'alibi legale alle aziende produttrici nel caso di danni alla salute da essi provocati.
I metodi di lotta del coordinamento sono la pressione costante verso l'allevamento stesso e verso tutti coloro che collaborano con questo, permettendone l'esistenza. Un altro aspetto fondamentale consiste nel lavoro di denuncia ed informazione tramite la creazione di un sito web ( www.chiuderemorini.net ), di una casella postale (c/o Centro MBE 359 Casella Postale 331 Via Emilia S.Stefano 33/B 42100 Reggio Emilia) e la creazione e diffusione di volantini, manifesti e materiale vario contro la vivisezione.
La recente legge regionale che vieta la vendita e la sperimentazione su cani e gatti in Emilia Romagna, non può che lasciarci insoddisfatti. E' evidente la non neutralità da parte di quei partiti politici che l'hanno sostenuta nei confronti di questo sistema economico e sociale da loro stessi voluto e sostenuto. Nell'allevamento Morini, oltre ad essere detenuti diverse centinaia di cani, sono presenti diverse migliaia di cavie ed un numero imprecisato di conigli. A questi ultimi, come per i cani beagle, aspetta una fine atroce sui tavoli operatori. Ci piacerebbe sapere che fine faranno tutti questi animali e con quale criterio sono stati decisi quelli da fare morire e quelli da tutelare.
L'irruzione all'interno della ditta Morini nella notte di giovedì 21 novembre da parte del fronte liberazione animale, oltre ad avere salvato centinaia di vite, causando inoltre un ingente danno economico, ha documentato le terribili condizioni in cui sono sottoposti quotidianamente questi animali. Alcune associazioni non hanno perso tempo nel prendere le distanze screditando coloro che hanno messo in pratica questa azione. Significativa è stata la presa di posizione dell'ENPA di Reggio Emilia nelle vesti di Stella Borghi, che ha annunciato pubblicamente la propria disponibilità a collaborare con le autorità nel ritrovare i cuccioli salvati ed addirittura a ricomprarli per restituirli alla Morini in nome del ripristino della legalità. Ad alcuni burocrati dell'animalismo non è andata giù che qualcuno senza i milioni delle tessere dei sostenitori, con determinazione e passione abbia potuto portare a termine un gesto radicale di libertà per altri esseri viventi rischiando la propria.
Non ci sarà regione che sia abbastanza sicura per ospitare l'allevamento Morini o qualsiasi altro che svolga la stessa attività. Tutti coloro che collaborano con Morini verranno considerati obiettivi da parte della campagna.
03/12/02
Coordinamento per chiudere Morini